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Alchémia: l’arte della stampa botanica a contatto

Alchémia: fiori, foglie, colori, arte e sensibilità sui tessuti (e carta) perché la natura sia sempre parte della nostra vita e del nostro immaginario

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-05-26 25/05/2019 ore 11:00
(ultimo aggiornamento il 26 Maggio 2019 alle ore 9:48)

apertura-rotolo

Già il nome ALCHEMIA (Alchémia) smuove un non so che di incantato e di misterioso. E in effetti un tocco di magia c’è: tra fantasia, “calderoni ribollenti” e tanto studio.

Anna Bulzoni ha fatto di una passione un “mestiere”, tanto impegnativo quanto sorprendente. Così è nata Alchémia Animae Naturae che “trasporta” (in senso stretto) la bellezza e i colori della natura vegetale su stole, stoffe e capi di abbigliamento.

Noi l’abbiamo incontrata e lei ha saputo trasmetterci tanto entusiasmo e tanta pace, nello stesso tempo, da farci provare quasi un po’ di invidia per il suo mondo che da esteriore (la natura) diventa interiore e le suggerisce le composizioni. Tutta una poesia che si trasforma in stampa per accompagnarci in ogni momento. Le facciamo qualche domanda tecnica ma, è più significativo lasciarla parlare liberamente:

d) come ti è venuta questa idea?
r) Ho sempre amato la natura e mi sono sempre sentita più a mio agio in un bosco o sulla riva del mare, più che in città. Dipingo da sempre utilizzando anche inchiostri di ghiande e altri colori naturali. La mia arte , che si può definire anche stampa eco-vegetale, viene da tempi lontanissimi e aspettava solo di essere rivalutata.
Anticamente veniva già usato l’allume per mordenzare i tessuti, ovvero prepararli a ricevere i colori in modo duraturo. Per la tintura dei tessuti venivano utilizzati colori estratti da foglie come il guado per l’indigo, la radice di robbia per il rosso e da alcune conchiglie la porpora, e così via ma non utilizzavano le foglie e i fiori per lasciare la loro impronta. Nella nostra era, India Flint ha aperto i confini della stampa botanica con i primi esperimenti con le foglie di eucalipto.
Mi sono innamorata dell’effetto e del lavoro di ricerca. Ho iniziato a studiare prima da sola e poi ho cominciato a frequentare corsi per arricchire la mia esperienza fatta tutta di “ricette”. Ho imparato la tintura della lana e dei cotoni da Alessandro Maria Butta e per la stampa botanica dalla splendida maestra Irit Dulman, numero uno nel mondo.

d) da quanto tempo fai questo?
r) Da diverso tempo mi interessavo a questa tecnica/esperienza e, da quando ho smesso di andare in ufficio, ho scelto i liberi spazi a contatto con la natura e il mio interesse sta diventando una occupazione importante insieme alla ricerca personale del bello anche in altre direzioni. L’unico scopo è di raggiungere l’armonia dentro di noi, anche indossando una stola di fiori e di foglie.

d) quali sono le stoffe che si adattano meglio al tuo lavoro? Accetti anche capi/stoffe da privati?
r) I tessuti “preziosi” sono i più adatti. La seta per prima è quella che  dà più soddisfazioni, anche la lana è un tessuto molto ricettivo, poi si possono utilizzare lini, canape, cotoni, tutte la fibre “naturali” prive di sintetico. Accetto anche capi già cuciti o dime da stampare da privati o aziende. Quasi per rianimare e far rifiorire “stoffe” e abiti.

d) foglie e fiori quali sono i tuoi preferiti e quelli che “rendono” di più? In che stagione si raccolgono?
r) Le foglie che amo sono quelle delle rose, del castagno, del ginco e la grevillea. Per quanto riguarda i fiori: i papaveri, gli aster e i tagete. Le foglie si possono raccogliere sempre, finché ci sono ma, a seconda del periodo, lasciano impronte e colorazioni diverse, senza una logica o una costante. Uso la cocciniglia per la sua tipica tonalità di rosso.

d) la realizzazione della “stola”/altro è lavoro lungo?
r) Sicuramente non è un lavoro veloce. Si fa un progetto di massima, si sceglie il tessuto che si mordenza e poi si raccolgono le foglie e i fiori che io scelgo “intuitivamente”, o meglio, distendo il tessuto e poi lascio che le foglie si dispongano secondo una loro armonia…io eseguo. Poi guardo e, a volte, sistemo qualcosa, arrotolo, lego e infine cuocio per un periodo che va da 1/2/3 ore. La cottura avviene per bollitura a immersione o a vapore. Lascio raffreddare, a volte anche una notte o qualche giorno. Quando apro è sempre un tuffo al cuore e una sorpresa continua. Faccio asciugare e dopo qualche giorno lavo e stiro.

d) a casa, come possiamo lavare i tuoi capi?
r) A casa si lavano in acqua tiepida e detersivo neutro.
Tutto deve essere “gentile”: dalla raccolta, alla conservazione (sotto vuoto e in frigorifero), alla composizione, al rispetto dei tempi di lavorazione, al lavaggio e alla consapevolezza che stiamo comprando/indossando la natura; con luce, ombre, colori, silenzi e allegrie.

per corsi e info rivolgersi ad Anna Bulzoni scrivimi@annabulzoni.it

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A proposito dell'autore

Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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