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Milano Fashion week 2020, i buyer cinesi assenti

Il coronavirus “spoglia” la prossima Fashion Week Milanese di tutti i buyer e addetti ai lavori provenienti dalla Cina. Un duro colpo per la Città

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-02-5 5/02/2020 ore 12:30

C’è un momento, a Milano, che fa volare l’immagine e l’economia della città.

Mancano pochi giorni e poi la FASHION WEEK autunno/inverno 2020/’21 stravolgerà freneticamente la vita meneghina.

E’ un momento che fa di Milano la capitale incontrastata della moda, del trendy della fantasia e creatività degli stilisti.

Gli inviti alle sfilate sono un sogno per molti e le location si trasformano di colpo in sacrari di colori e desideri.

Ma quest’anno, purtroppo, mancherà parte di quello che è il vero e tangibile parterre. Lo “zoccolo duro” commerciale.

Mancheranno le abituali frotte di buyer cinesi bloccati in patria dal coronavirus. E, anche se, La Camera della Moda lancia la campagna «China we are with you» il grande vuoto si sentirà e si vedrà. Per ovviare a questa disastrosa e imprevista malasorte si è pensato ad un escamotage tecnologico.

I cinesi potranno assistere a tutte le sfilate in live streaming. Certo mancherà quella magia e l’ansia che accompagnano il momento in cui le passerelle prendono vita, sarà, anche molto filtrata la percezione dei tessuti e dei ricami e mancherà quel sentore/profumo, unico nel suo genere che unisce il défilé al pubblico e ai buyer.

Si calcola che fra compratori, addetti al settore, giornalisti, fotografi, ecc. a Milano non saranno presenti almeno un migliaio di spettatori (noi stimiamo anche una cifra superiore).

Tutta la Città ne risentirà parecchio: dagli alberghi, ai ristoranti, dai mezzi pubblici al piccolo o grande indotto che attende, sempre, questo appuntamento come una certezza commerciale e di rappresentanza.

Carlo Capasa (bravissimo come sempre), presidente della Camera della Moda è più che cosciente delle possibili ripercussioni negative del problema e definisce il futuro della fashion week come “uno scenario intermedio”.

E’, infatti, impossibile, oggi, valutare in percentuale a quanto ammonteranno i minori introiti per Milano.

Per ironia della sorte le sfilate prossime riservano un ampio spazio alle creazioni cinesi. Anzi la passerella d’apertura è stata affidata proprio ad uno stilista cinese!

Ed è indubbio che la moda cinese, oggi e per quanto ci riguarda, è la più innovativa e capace di mixare tradizioni, contemporaneità e futuro. Ci mancherà una grande fetta di pubblico ma, la tecnologia e la globalizzazione, ci auguriamo riescano a colmare l’inatteso gap.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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