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Il fuggi fuggi degli abusivi dalla Capitale

Scomparsi, soprattutto dal centro, le centinaia di venditori abusivi, la dicono lunga sulla nostra disponibilità a spendere e sul vuoto sovrano che affligge Roma

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-09-20 20/09/2020 ore 17:00

Gli ambulanti/vù cumprà sono quasi completamente spariti dal centro di Roma.

Era ora! ci viene da dire. Tutta quell’accozzaglia di lenzuolini stesi, sul far della sera, lungo vie e marciapiedi, tutte quelle rose rosse imposte a viva forza, i piccoli puntatori laser, la verdura gommosa che fa splash, le “pashime” tutte uguali, le borse tutte finte…erano diventate un inciampo e un fastidio.

Sono spariti anche gli artisti di strada dai madonnari, ai finti mimi non si sentono più le fisarmoniche straccia-timpani…

Pare una Capitale nuova e civile.

Però a ben pensarci la fuga in massa di questi venditori erranti e irregolari, manovrati da vari racket, era un segno che doveva allarmarci molto, dato che, evidentemente, avevano capito molto prima di noi che in questa Città “non c’era più trippa per i gatti” e quindi, meglio abbandonare l’Urbe.

Ancor prima che il commercio, in generale, valutasse il reale valore delle perdite e si stracciasse le vesti, ancor prima che si saltasse sul carro delle chiusure “per ferie/rinnovo locali”, gli abusivi hanno liberato piazze e vie enfatizzando ancora di più il vuoto lacerante che abbiamo, da mesi, sotto gli occhi.

Anche i supermarcati di prossimità, senza più l’affollamento di turisti b&b, hanno cambiato faccia e il personale si va riducendo.

Ma in tutti questi mesi di lockdown e di blocco commerciale, i racket come e cosa hanno fatturato? E tutta quella marea di umanità che reggeva le “botteghe” volanti per mesi e mesi dove è finita? Di colpo diventati realmente invisibili hanno aperto le porte a infinite elucubrazioni. Molti dei “rimasti” hanno preso di mira le spiagge, è vero, ma le altre centinaia…?

Il nostro modello di compra-vendita ormai si era adeguato anche alle regole (divertenti) del suk discontinuo. Di colpo è venuta a mancare una componente scorretta (quanto vogliamo) ma comunque ben radicata nella vita della Città.

Avremmo dovuto essere più furbi osservatori del cambiamento in atto e dedurre che il grido silenzioso lanciato dagli abusivi era un “si salvi chi può” che risuonava forte come una sirena.

Le bustone azzurre piene di merci varie non hanno mai battuto in ritirata davanti le forze dell’ordine ma sono “evaporate”, dal centro e non solo, quando la desolazione economica e collettiva hanno smesso di calpestare i sampietrini. Di contro son tornate le caldarroste (ma questa è un’altra bega romana), qualche rosa sfatta e nelle sere del fine settimana 3/4 lenzuolini.

Ma non è cambiato l’orizzonte e i gli abusivi se ne stanno oziosi tanto quanto i commessi dei mega brand.

Sembra quasi un triste paradosso ma, ormai è evidente che il suk dei falsi è la cartina-torna sole dell’economia commerciale e generale.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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