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Sua Maestà il Supplì, da 'Supplizio' ad ogni morso un ricordo

Il Cibo di Strada secondo Arcangelo Dandini e Lorenzo D'Ettorre

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di Redazione | 2016-11-26 2/05/2014 ore 17:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:11)

 

Lo chiamano cibo di strada, ma dietro c’è molto di più. Ci sono i profumi dell’infanzia, le ricette della tradizione romana, e la fissazione di Arcangelo Dandini per il supplì. Ecco come nasce Supplizio, la friggitoria-salotto aperta nella centralissima via dei Banchi Vecchi.

A fare gli onori di casa c’è Lorenzo D’Ettorre, un’amicizia ventennale con Arcangelo, e stessa passione per quella polpetta impanata di riso che può raccontare mille storie diverse. Il cuoco accoglie i clienti seduto su un divano di pelle, le pareti sono quelle originali del 1300. Non c’è cibo esposto, perchè la cucina è espressa. Si ordina, e poi si consuma seduti su una bella poltrona, magari sorseggiando una birra, un ottimo bicchiere di vino oppure, perchè no, champagne. Le bollicine vanno molto d’accordo con il sapore deciso dei fritti romani. 

Supplizio è un’antico sogno di Arcangelo Dandini, chef del ristorante L’Arcangelo in Prati, un sogno uscito dal cassetto dopo molti anni. E così da qualche settimana è una bella realtà che i romani stanno già gustando. 

Per marcare meglio il concetto di attaccamento al territorio, Supplizio ha creato anche una rete di collaborazioni eccellenti, con il Forno Roscioli ad esempio, e la Pasticceria De Bellis di piazza del Paradiso, altri due indirizzi gloriosi del Centro Storico. Gli ingredienti e le materie prime, insomma, arrivano dai vicini di casa. Spiega D’Ettorre: “Abbiamo ripreso il progetto delle vecchie friggitorie romane degli anni Venti e Trenta, potendo contare sulle preparazioni di alto lvello delle cucine de L’Arcangelo”. Il risultato è una tavolozza di sapori croccanti e pieni di significati, che vanno oltre il gusto.

I supplì caldi nella versione rossa e bianca, quest’ultima conosciuta fin dal 1300, da Supplizio si abbinano alla crocchetta di patate affumicata, alla crema fritta con pecorino, zucchero e cannella, una ricetta rinascimentale, alle polpette di allesso e al croccante di baccalà.

“Gli antichi Romani sono stati i primi a fare la cucina fusion, noi non abbiamo fatto altro che tornare indietro per riproporre oggi un cibo tradizionale e di qualità che ci appartiene”, racconta D’Ettorre. 

A proposito: i nostalgici del Vovve (il liquore Vov a base di uova che furoreggiava alla fine degli anni Sessanta), da Supplizio possono togliersi il piacere di ordinarlo con i Biscotti di Marcella. O le Graffe Fritte. (r.p.)

 

‘Supplizio, cibo di strada’. Via dei Banchi Vecchi 143. Tel. 06 89160053

www.supplizio.net

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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