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Birra artigianale, una settimana tra qualità e passione

Dal 2 all'8 febbraio, degustazioni e brindisi in tutta Italia

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di Redazione | 2016-11-26 2/03/2015 ore 10:10
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:37)

 

La birra artigianale in Italia sta vivendo un momento di grande popolarità. Ogni giorno sono tantissimi i curiosi che scoprono le produzioni dei microbirrifici, e si avvicinano a questo mondo, fantastico e spumeggiante. In più le birre artigianali, italiane o straniere, stanno diventando reperibili con sempre maggiore facilità in negozi specializzati e siti web, oltre che nelle birrerie. Proprio in questo mese di marzo (dal 2 all’8) una grande manifestazione nasce proprio per supportare questo momento di forte ascesa: è la Settimana della Birra Artigianale, evento che promuove il settore in modo organico e su tutto il territorio. Obiettivo? Offrire visibilità ai prodotti dei microbirrifici, e a tutte le realtà operanti nel settore, pub, birrerie, beershop, associazioni o altro. Grazie al carattere nazionale dell’evento, la finalità è di suscitare interesse in nuovi potenziali consumatori e di fidelizzare coloro che sono entrati in questo mondo solo da poco tempo.

La Settimana della Birra Artigianale tende a promuovere l’aspetto conviviale della bevanda, che è uno degli elementi che ne hanno decretato il successo nei paesi con maggiore tradizione brassicola.

Nella Capitale la lista dei luoghi per brindare e degustare si allunga di ora in ora. Dal ‘Kombeer’ di via Alessandria al ‘Birstrò’ del Pigneto, dal ‘Ma che siete venuti a fa’ di Trastevere a ‘Il Secchio e l’Olivaro’ della Garbatella. Ma cos’è la birra artigianale? Definire questa bevanda molto amata e seguito da un grande numero di cultori, non è compito facile, perché non esistono linee guida ufficiali che stabiliscano i confini della denominazione. L’espressione può essere considerata come l’opposto semantico di ‘birra industriale’, cioè dei prodotti portati sul mercato dalle multinazionali del settore, e che si possono facilmente trovare in tutti i bar e nella gran parte dei pub italiani. In parole povere, la birra artigianale è qualcosa di diverso (ed estremamente migliore) dello standard che la gente solitamente beve e conosce. In generale, si tratta di una birra non pastorizzata, prodotta senza l’utilizzo di conservanti e ricorrendo ad ingredienti di prima scelta. Benché il risultato finale dipenda in larga misura dall’abilità del birraio, spesso il concetto di ‘artigianale’ è correlato a quello di ‘qualità’. Le scelte compiute in fase produttiva, infatti, sono molto diverse da quelle dei grandi birrifici industriali, che al contrario non hanno come obiettivo primario la realizzazione di un prodotto qualitativamente apprezzabile. I motivi sono diversi: le multinazionali puntano ad uniformare il gusto dei loro prodotti, al fine di livellare le aspettative dei consumatori e di raggiungere la più ampia fetta di utenti possibile. Le birre industriali sono sempre filtrate e pastorizzate, in modo da garantire la massima conservazione del prodotto e annullare le eventuali variazioni di gusto rispetto al ‘modello’ originale. Inoltre, spesso sono prodotte con additivi chimici, conservanti e con surrogati del malto d’orzo, come il riso e il mais, che permettono di contrarre i costi di produzione ma compromettono di gran lunga l’esperienza gustativa.

La birra artigianale, invece, è spesso un prodotto non scontato, con un proprio carattere preciso e un alto livello di creatività. In parole povere: è birra vera, capace di trasformare la bevuta in un’esperienza unica, che nessun birrificio industriale è in grado di garantire. La diffusione dell’interesse per questa birra ‘alternativa’ muove proprio dal desiderio di rivalutare una bevanda che per lungo tempo è stata associata esclusivamente ai prodotti industriali dei grandi operatori del settore. In Italia è in atto una vera e propria renaissance della birra di qualità, grazie alla presenza di oltre 600 produttori artigianali, molti dei quali sorti solo negli ultimi anni. Questo movimento di rinascita è un episodio non solo italiano, ma coinvolge molti altri paesi europei, che stanno seguendo il processo iniziato negli Stati Uniti durante gli anni ’80 (nel 2003 si contavano negli USA ben 1.426 produttori artigianali). Oggi queste nazioni partecipano attivamente alla scena mondiale della birra artigianale, accanto a potenze dalla nobile tradizione come Belgio, Germania e Gran Bretagna. Insomma non resta altro che augurarvi… Cheers! (gc)

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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