torna su
04/03/2021
04/03/2021

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Dieta Mediterranea e Expo: diamo una mano al nostro olio

Made in Italy: non solo moda, design, arte. Ma anche campagne e prodotti al top

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 30/04/2015 ore 17:07
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:43)

Sembra che  parlare di ULIVI e OLIO quest’anno si possa fare solo in negativo. Nonostante gli innegabili (e gravi) problemi che colpiscono il settore noi desideriamo che queste righe siano polemiche (un po’)  e propositive (molto). Prendiamo spunto dalle tenui, fino ad oggi, notizie che vengono da Expo: olio si ma con il contagocce!  Produzione d’eccellenza, pilastro della nostra storia, simbolo sullo stemma italiano, milioni di piante e di prodotto. Eppure forse non avrà tutta la visibilita che si merita. Cosa succede alla nostra olivicoltura? Facciamo qualche domanda al dott. Nicola Di Noia – responsabile settore olio di Coldiretti – che ci risponde con passione e disappunto insieme. Molti agricoltori convertono gli ettari di uliveto ad altre destinazioni. Questo è assai evidente anche nelle campagne laziali. Da un lato il prezzo dell’olio non copre nemmeno le spese sostenute. Dall’altro la concorrenza dei paesi stranieri stravolge il mercato. Sono furbi gli altri produttori di olio! Sostengono e promuovono nuove piantumazioni moderne e il prodotto che ne deriva. Questo certo a sfavore dell’unicità e dell’alta qualità. L’Italia vanta Dop e cultivar uniche e autoctone. Sarebbe un errore abbandonarle per rincorrere un prodotto con minor proprietà nutritive ed organolettiche. Chi si stupisce se un’etichetta di vino famoso e di annata costa una cifra? Anzi, per la tavola è un vanto. E lo stesso potremmo dire del vero aceto balsamico e del parmigiano. Al ristorante pretendiamo che il vino venga aperto davanti a noi.Mai useremmo la  bottiglia avanzata dal vicino! Ma per l’olio non ci facciamo caso e, anche se è di legge il tappo antirabocco, accettiamo: ampolline e bottigliette scivolose e falsamente griffate. Il prodotto che unisce la bontà alla storia, il lavoro alla particolarità non può essere scelto per il “prezzo più basso”.  Certo non è il momento di scialare ma ricordiamo sempre che una corretta alimentazione fa stare meglio noi e la spesa sanitaria. E’ compito delle istituzioni e dei media trasmettere informazione corrette sull’argomento e far capire che il risparmio va fatto sui prodotti il cui costo finale non rispecchia gli ingredienti usati (e la loro provenienza). Siamo attirati dal cibo “junk” per il costo irrisorio, la facilità d’acquisto e di consumo. E dalla martellante e astuta pubblicità. La Spagna, ha deciso che per promuovere l‘olio nazionale serviva un testimonial d’eccezione. Ecco allora: Rafael Nadal! Bel gioco, davvero. E noi? Nessuno e non ci viene di copiarli neanche un po’! Gli stranieri da noi cercano il famoso made in Italy e fra i prodotti che portano a casa c’è sempre un buon vino e un olio di qualità. Pensiamo anche ai lavoratori che sono o stanno tornando alla terra e quindi al beneficio per la collettività se, al posto del famigerato olio di palma, consumassimo il nostro. Forse questo è il compito che Expo dovrà svolgere: creare l’immagine dell’Italia orgogliosa delle sue superiorità produttive. Insomma, gli italiani son fatti, adesso è il momento di fare della Penisola un mercato forte e inattaccabile.  (anna ricca)

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
24986 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014