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Porchetta, castagne e tartufo, il Lazio fa festa

Poggio Bustone, Leonessa, Civita Castellana e Canterano: arriva l'autunno

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di Redazione | 2016-11-26 2/10/2015 ore 10:38
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:57)

La porchetta di Poggio Bustone, la patata di Leonessa, il frittellone di Civita Castellana, il tartufo e le castagne di Canterano: arriva l’autunno e i borghi del Lazio festeggiano le proprie tradizioni gastronomiche con i sapori tipici della stagione: sapori forti e genuini, come gli abitanti di questi piccoli paesi dove il tempo sembra essersi fermato. E’ il caso di Poggio Bustone, grazioso centro della provincia di Rieti noto per aver dato i natali al grande Lucio Battisti. E chi pensa che la porchetta sia una prerogativa dei Castelli Romani sarà smentito domenica 4 ottobre, quando il paese accoglierà migliaia di visitatori per la Sagra dedicata a questa amatissima specialità. Dai Giardini di Marzo al centro storico, quest’anno la festa cambierà location ma manterrà inalterati i suoi ben noti ingredienti: musica dal vivo, sfilate in costume, spettacoli pirotecnici e un’antica ricetta tramandata di generazione in generazione. A Poggio Bustone il calore del forno non viene distribuito in maniera uniforme, il finocchio non viene utilizzato e grande attenzione viene data all’equilibrio dei sapori tra pepe macinato, aglio, rosmarino e sale. Spostandosi nella Tuscia Viterbese, ecco che il 9, 10 e 11 ottobre il centro storico di Civita Castellana si vestirà a festa per la 5° edizione della “Fiera nazionale delle sagre e dell’agricoltura”. Un evento che per tre giorni, dalle 10 alle 23, proporrà un sapiente mix di gastronomia tipica, artigianato locale e dimostrazioni di antichi mestieri: dagli arrosticini di Fabrica di Roma al pecorino romano di Nepi, dalle lumache di Bevagna alle pappardelle di Caprarola, fino al frittellone tipico della tradizione locale, quindici aziende del territorio e otto Pro Loco delizieranno anche i palati più esigenti. Per intraprendere questo mini tour enogastronomico basterà indossare “l’armatura di ordinanza”: un sacchetto di cotone, un bicchiere e un piatto di ceramica, perché Civita Castellana è nota in tutto il mondo anche per i suoi maestri del coccio. Sarà invece un antico “ruggito” – “fritta, lessa, rescallata. Un piatto co’ li fiocchi: lu tartufu co’ li gnocchi” – quello con il quale Leonessa chiamerà a raccolta tutto il reatino e non solo per la 26esima edizione della Sagra della Patata. Un appuntamento che tornerà nel fine settimana del 10 e 11 ottobre con il consueto, ricchissimo programma di spettacoli e intrattenimento. La festa è dedicata a uno dei prodotti di punta dell’economia agricola della piana di Leonessa, quella patata che – tanto nella varietà a pasta gialla quanto in quella a pasta rossa – è considerata tra le qualità più pregiate di tutto lo Stivale. E così sarà possibile assaggiare i gustosi gnocchi al sugo o conditi con il tartufo; e ancora salsicce alla brace, patate fritte e la “rescallata”, una particolarissima specialità a base di patate lesse saltate in padella con cipolla e pancetta. Doppio appuntamento infine a Canterano, grazioso borgo dell’Alta Valle dell’Aniene in provincia di Roma. Che sia la pasta fresca fatta in casa oppure il classico uovo al tegamino, senza dimenticare la bruschetta con il prelibato pane locale, il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone saranno i grandi protagonisti della Sagra in programma il 10 e 11 ottobre; e se il vino rosso della zona scorrerà a fiumi a fine pasto non mancheranno i cazzotti fritti, ogni serata si concluderà con divertenti spettacoli musicali. Il 31 ottobre ad accogliere i visitatori sarà invece un grande fuoco acceso per la Sagra delle castagne e del vino, per dare il benvenuto al mese di novembre con i piatti tipici della stagione e della tradizione contadina. Presso lo stand gastronomico aperto a pranzo e a cena, le caldarroste saranno servite insieme a una vera e propria specialità locale come  la “pizza sorda”, realizzata con la farina delle polenta e condita con broccoletti coltivati nei terreni del paese, rigorosamente ripassati con olio extravergine, aglio e peperoncino; rispettando alla lettera la tradizione la “pizza sorda” sarà in compagnia delle salsicce e del corposo vino rosso locale, che legherà tutti questi prelibati sapori. (Italpress)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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