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Glucosio nelle etichette: vietato incoraggiarne il consumo

Lo stabilisce il Tribunale UE

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di Redazione | 2016-11-26 8/04/2016 ore 9:47
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:20)

“L’Unione Europea definisce in maniera molto 

dettagliata le procedure per l’etichettatura di generi alimentari e prodotti 

che possono avere un impatto importante sulla salute. Tutta la normativa sui 

beni di consumo – soprattutto quelli a carattere alimentare, e la loro 

etichettatura – punta infatti ad assicurare un’informazione trasparente e 

corretta per gli utilizzatori finali di tali prodotti, in modo che non siano 

fuorviati o distorti da indicazioni non veritiere, talvolta connesse solo a 

strategie di marketing.” Lo comunica in una nota Cristiana Olivieri, Consulente legale Aduc.



“Il regolamento UE n. 1924/2006 relativo alle “indicazioni nutrizionali e 

sulla salute fornite sui prodotti alimentari” precisa agli articoli 17 e 

seguenti che prima di autorizzare le etichettature è necessario il parere 

dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, e che a seguito 

di tale parere, la Commissione decide o meno se autorizzare alcune diciture 

sui prodotti alimentari. Nel 2011 la Dextro Energy, azienda che produce beni 

alimentari, composti per la maggior parte da glucosio, aveva avanzato una 

richiesta di autorizzazione alla Commissione per poter inserire alcuni 

slogan sulle proprie confezioni, tra cui: “il glucosio contribuisce al 

normale funzionamento del metabolismo energetico”, oppure “il glucosio 

contribuisce alla normale funzione muscolare nel corso dell’attività fisica” 

e così via.

 

Si trattava sicuramente di affermazioni vere: l’EFSA aveva 

precisato infatti che esiste un rapporto di causa – effetto tra il consumo 

di glucosio e il funzionamento del metabolismo, tant’è che l’Autorità aveva dato parere 

positivo a che l’azienda inserisse tali indicazioni sui suoi prodotti. 

Nonostante il benestare dell’Autorità, la Commissione ha negato l’autorizzazione: 

pur non essendo errate, infatti, le indicazioni che esplicitavano la 

connessione tra metabolismo e zuccheri incoraggiavano grandemente il 

consumatore, ignorando l’importanza, ormai affermata a livello nazionale e 

internazionale, della riduzione di tali sostanze nutritive da una dieta 

sana.

 



Dextro Energy ha proposto quindi un ricorso al Tribunale dell’Unione 

Europea, organo giurisdizionale di prima istanza, al fine di impugnare il 

rigetto dell’autorizzazione da parte della Commissione. Il Tribunale ha 

respinto il ricorso, dimostrando di condividere le argomentazioni della 

Commissione. Il Giudice Europeo infatti non sindaca il parere positivo dell’EFSA, 

poiché le indicazioni fornite sui prodotti Dextro Energy erano supportate da 

basi scientifiche indiscutibili; il Tribunale evidenzia, però, che nel 

decidere se autorizzare o meno, la Commissione deve tenere conto non solo 

del parere delle Autorità competenti, ma anche delle disposizioni pertinenti 

nel diritto dell’Unione e altri fattori rilevanti per la questione in esame. 

Nel caso in oggetto, spiega il Giudice, “la Commissione ha tenuto conto 

anche dei principi di nutrizione e sanità generalmente accettati e che non 

erano ricompresi nella valutazione effettuata dall’EFSA. Il fatto che, 

secondo quest’ultima, le argomentazioni sulla salute siano scientificamente provate, 

non permette di concludere che la Commissione ha erroneamente affermato che 

una tale indicazione incoraggia il consumo di zuccheri e come tale è 

incompatibile con i principi nutrizionali e di salute generalmente ammessi”(“La 

Commission a ainsi notamment tenu compte de principes nutritionnels et de 

santé généralement admis qui n’avaient pas fait partie de l’évaluation 

effectuée par l’EFSA.

Le fait que, selon les avis de cette dernière, les 

allégations de santé en cause sont scientifiquement établies ne permet donc 

pas de conclure que la Commission a erronément conclu que le recours à une 

allégation de santé encourageant la consommation de sucres était 

incompatible avec les principes nutritionnels et de santé généralement 

admis”) – causa T-100/15, sentenza 16 marzo 2016).

Il Tribunale ha in sostanza affermato che, nonostante la valutazione 

positiva dell’Autorità, la Commissione ha correttamente ritenuto che l’etichettatura 

della Dextro Energy fuorviasse il consumatore sugli effetti dello zucchero 

ricollegato all’attività metabolica e in tal modo, gli fornisse un’informazione 

ambigua e confusionale, omettendo del tutto il principio, ormai diffusamente 

accettato, che il consumo di questa sostanza nutritiva va sensibilmente 

ridotto al fine di tutelare la salute”, conclude la noa di Cristiana Olivieri, Consulente legale Aduc



 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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