torna su
21/08/2019
21/08/2019

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Fermo pesca nel Tirreno, come riconoscere il pesce fresco

I pescatori: consumate palangari, merluzzi, triglie, scorfani, polpi

Avatar
di Redazione | 2016-11-26 21/09/2016 ore 11:08
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:36)

Attenzione al pesce che andate a comprare. E sì, perché da qualche giorno è scattato il fermo pesca nel Tirreno, nel Ligure e nello Ionio. Un divieto che varrà fino al 16 ottobre e che riguarda la pesca a strascico, ma non la piccola pesca. Ecco perché quando si va in pescheria bisogna aguzzare gli occhi per evitare brutte sorprese e chiedere bene al pescivendolo cosa si va a comprare.

 

 

Per Dario Venerelli, presidente della Cooperativa pescatori di Terracina, “sarebbe opportuno per i consumatori acquistare soprattutto prodotti locali. I piccoli pescherecci possono lavorare e allora possiamo fidarci quando sui banchi del mercato troviamo palangari, merluzzo, triglia, palamide, scorfani, polpi, seppie“. 

Ma di cosa è bene non fidarsi? “No al pesce già sfilettato – dice Vernerelli – perché non possiamo sapere con esattezza cosa sia e quando è stato pescato. Il pesce infatti va visto, deve essere vischioso, che scivoli tra le mani, che sia compatto. L’occhio deve essere vivido. In caso di dubbi, basta aprire le branchie che devono avere un colore rosa acceso”.

 

 

Venerelli è convinto che l’attuale legge non faccia altro che fare male alla pesca, perché “nel Mediterraneo vengono applicate leggi che vanno bene per l’oceano. E poi faccio notare che ancora attendiamo i risarcimenti per il fermo pesca dello scorso anno. Così la pesca italiana rischia di scomparire a vantaggio dei grandi gruppi internazionali, che però non danno garanzia del prodotto”.

 

 

E allora occhio quando si va in pescheria. Il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono indicate dal Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). 

 

 

Resta il fatto – denuncia Coldiretti Impresapesca – che l’attuale format del fermo pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti. Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 ottobre. (Alg)

 

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
20842 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014