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Pastori al Foro con gli animali a difesa del pecorino romano

Manifestazione della Coldiretti a pochi passi da piazza Venezia

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di Redazione | 2016-11-26 22/11/2016 ore 11:50
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 20:44)

Spettacolo insolito per i romani che oggi, martedi 22, sono passati a piazza Venezia. Un migliaio di pastori, con le loro pecore, sono arrivati  nella Capitale per denunciare le difficoltà del comparto produttivo laziale del Pecorino Romano penalizzato da una politica di filiera pesantemente influenzata, dicono, dai poteri forti. Insomma, il pecorino romano non può e non deve essere prodotto in Sardegna.  

 

Per David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, “serve aprire una vertenza sindacale che ripristini equilibrio nei rapporti interni alla filiera e introduca equità nella gestione degli interessi economici dei due distinti, ma complementari, sistemi produttivi regionali di Lazio e Sardegna”. Negli ultimi mesi si sono verificati episodi che hanno causato gravi danni di immagine e perdite economiche alla pastorizia e alla produzione del Lazio, che conta 3.000 allevamenti con un patrimonio di 750.000 capi ovini e 359 imprese di trasformazione, 3 delle quali accreditate a produrre Pecorino Dop”.

 

A ottobre i carabinieri del Nac (Nucleo anticontraffazione) sequestrarono presso un caseificio della Capitale 500 caciotte (per un totale di 10 quintali) soltanto perché recavano in etichetta la dicitura Romano che, stando alla tesi del Consorzio di Tutela, smontata dal ricorso presentato dalla Coldiretti, rischiava di pregiudicare la reputazione del Pecorino Dop, ingenerando confusione tra i consumatori. Ma la battaglia sindacale è altro che chiusa.

 

“Non rinunceremo mai – puntualizza Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio – al marchio Romano, che ci appartiene per storia e per territorio. Martedì chiederemo al Mipaaf di istituire, come da nostra richiesta già esplicitata in un dossier, la nuova Dop del Cacio Romano e chiederemo al Consorzio di Tutela di valorizzare la filiera laziale del Pecorino attraverso la introduzione di un sottomarchio che permetta al nostro prodotto di essere venduto sui mercati con la dicitura Pecorino Dop Laziale, per potersi così distinguere chiaramente da quello prodotto in Sardegna che oggi monopolizza le vendite”. (Alg)

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=MYu0hCbSPeY

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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