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Il brodo è la nuova moda negli Usa upper trend

Nuova moda, vecchia storia. L’america gelida e febbricitante scopre il potere medicamentoso e confortante del brodo. Lo dicono gli scienziati…

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2018-01-14 14/01/2018 ore 14:47

antica scatola per dadi

Vien proprio da dire che l’America del 2000 scopre l'”acqua calda”.

Il consumo di BRODO negli USA è diventato così trendy che sempre più gente gira sorseggiando dal classico bicchierone il caldo consommè.

Questo è sicuramente uno degli inverni più freddi e duri per gli Usa e quindi, anche, con un maggior numero di malattie e raffreddori. Il vecchio rimedio della nonna è improvvisamente assurto agli onori delle cronache da quando alcuni ricercatori dell’Università del Nebraska (stato notoriamente dal clima non ottimale, dove fra neve, piogge abbondanti e tempeste la temperatura media/anno è di circa 10,5°) hanno stabilito che il brodo di pollo ha poteri simili a quelli di alcuni antinffiammatori. D’altra parte le benefiche virtù del brodo e delle minestre non ci colgono di sorpresa.

Risale al 1100 la constatazione che questo cibo liquido e caldo produceva benefici paramedicali. E poi intere generazioni di italiche genti, anche dedite a lavori “usuranti” cominciavano e finivano la giornata con la ciotola di “acqua calda” dove inzuppare di tutto un po’. Son passate centinaia di calendari ma ancora oggi vige il detto “bevi un brodo che ti passa”. In effetti nessun gourmand che si rispetti può non volgere un pensiero al cielo di fronte a una fondina di “agnolini in brodo” fatti come Dio comanda.

Il brodo (scusate la continua ripetizione) è sempre stato considerato il miglior “aperitivo” tanto da essere l’apripista dei suntuosi pranzi di corte.

L’insuperato e insuperabile Pellegrino Artusi (poco Pellegrino e gran cuoco e sperimentatore di vivande) nel suo capolavoro “la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” dedica diversi modi per ottenere un buon brodo. Si sa l’Artusi era di mano pesante con le dosi e i condimenti ma resta valido il potere taumaturgico di alcune sue ricette. Ad esempio il “brodo per gli ammalati” è una mescola di saggezza e attualità. Racconta che un professore di gran nome curò con successo una signora “gravemente” malata con una dieta a base di brodo ristretto. L’importante per l’Artusi e che tutti gli ingredienti vengano messi a freddo in acqua “diaccia”. Una cottura lenta, ricca e paziente che alla fine fa risorgere i morti. E se poi,  in ultimo, ci versi un bicchierino di marsala ottieni l’elisir di lunga vita!

Ora non crediamo che le grandi catene di distribuzione americane seguano esattamente questi suggerimenti, anzi ne siamo pressochè sicuri, ma il solo fatto che il popolo degli USA lasci da parte per un attimo i beveroni alla Starbucks (ora anche vegani, vegetariani, ecc) per un bicchiere pieno di storia, di usi e tradizioni che hanno attraversato, con convinzione, i secoli è un successo che scalda il cuore, lo stomaco, lenisce i malanni di stagione e fa delle vecchie usanze tante nuove caravelle pronte ad accendere la cultura alimentare al di là degli oceani.

PS: il brodo può essere misto: carne di manzo e pollo, profumi ecc. Sempre meglio quello fatto in casa anche se, in commercio, ormai se ne trovano di buoni bell’e pronti.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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