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Incontri di-vini, la degustazione sbarca in chiesa

Iniziativa della diocesi di Roma, catechesi su vino e Bibbia

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di Redazione | 2018-11-17 17/11/2018 ore 17:30

Corsi e degustazioni

Il vino più famoso nella Bibbia è quello delle nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù che consistette appunto, narrano i Vangeli, nel tramutare l’acqua in vino. Ma della bevanda più amata della storia le Sacre Scritture sono ricche di citazioni. Pochi sanno forse che il primo cenno al lambrusco è contenuto nel libro del Profeta Isaia, o che il famoso vino della California fu prodotto originariamente dai francescani inviati come missionari in quella terra, perché così avevano a disposizione il vino per celebrare messa. Infine uno dei più antichi trattati di enologia, risalente al XVI secolo, si deve a Sante Lancerio, storico e geografo, ma soprattutto bottigliere di Papa Paolo III.

Le premesse ci sono tutte perché si possa parlare di vino, Bibbia, storia, arte, anche in chiesa. E così l’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della diocesi di Roma ha promosso un corso del tutto originale: “La vite e i tralci. Il vino nella Bibbia, nella Storia e nell’Arte” a cura di Marco Cum, teologo, sommelier masterclass.

In programma per quattro martedì, uno al mese, il corso prenderà il via l’8 gennaio nella parrocchia romana di Sant’Ambrogio.

Sarà un ‘viaggio’ nel vino – spiegano gli organizzatori – dalle origini alla modernità.

“L’obiettivo – sottolinea Cum – è quello di mettere in evidenza quanto il vino abbia fatto cultura nel mondo, influenzando la storia e l’arte. In più punteremo la lente d’ingrandimento sulla forte simbologia mistica da esso rappresentata nella Sacra Scrittura, dall’Antico al Nuovo Testamento, fino al suo apice nell’ultima cena”. Si spazierà dalla storia dei monaci di Cluny alla lettura del Cantico dei Cantici, con assaggi (e per questo ai partecipanti viene chiesto un contributo per l’iscrizione) di Barolo e Franciacorta, Grechetto e Pinot Nero, con un occhio anche allo Champagne, che fu inventato, anche questo, tra le mura di un monastero, dall’abate benedettino Dom Pierre Pérignon.

A spiegare le finalità pastorali di questo corso è don Francesco Indelicato, direttore dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, che afferma: “Le normali attività quotidiane hanno una valenza che va al di là del tempo presente, in quanto sono radicate in una storia e in un territorio e riguardano spesso anche la sfera spirituale. A questa dinamica non sfugge neanche il rito del pasto. In questo contesto l’Ufficio del tempo libero, del turismo e dello sport vuole puntare i riflettori sul mondo del vino e sul suo stretto legame con le Scritture e la Chiesa. Dopo questo corso – conclude – sarà difficile bere un bicchiere di buon vino senza gustarne la profondità nel tempo e la relazione con la nostra fede. Un’occasione da non farsi sfuggire”.(Fonte Ansa)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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