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Vinitaly ’19: migliaia di visitatori e compratori da tutto il mondo

Il Vinitaly ’19 ha reso Verona il centro del mondo. Super folla e file interminabili per gli assaggi. Il Veneto, lo stand, più cool all’insegna del design

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di Agnese Petrosemolo | 2019-04-10 10/04/2019 ore 13:00

vinitaly 19

 

E’ terminata la cinquantatreesima edizione del Vinitaly ’19, la più importante manifestazione al mondo dedicata al vino.

Il Vinitaly, che abbiamo visitato domenica su ha occupato 100.000 mq all’interno della Fiera di Verona. Una vera festa per la città dell’amore!

L’iniziativa è nata nel 1867. In quegli anni ad esporre e proporre i propri vini le aziende erano “solo” 130 soprattutto locali.

Oggi il Vinitaly raccoglie circa 4.500 aziende da 35 paesi differenti. Il vino è certamente il protagonista della grande rassegna ma con il tempo è diventato sempre più ampio lo spazio dedicato ad altri distillati. Oltre al bere, il Vinitaly è una vetrina anche di eventi legati al food come: show cooking messi in scena da grandi chef e degustazioni di cibi con abbinamenti alle etichette. Quest’anno sono stati presentati anche tanti progetti innovativi sulla scia dell’avvento della digitalizzazione.

Il Vinitaly si conferma come un evento di portata globale. Con la sua grande forza comunicativa diventa un’occasione per trasmettere al pubblico importanti temi sociali e ambientali che coinvolgono il settore vitivinicolo. A dare il benvenuto agli ospiti in prima linea con il suo stand giallo acceso, c’era la Coldiretti, sempre più attiva nella protezione dei diritti delle aziende, dei lavoratori e della terra. La sede della Coldiretti è stata il punto nevralgico della manifestazione. Il luogo di incontro anche per i tanti politici che hanno presenziato al Vinitaly. Tutti compatti per celebrare uno dei settori in cui L’Italia si conferma leader di produzione a livello mondiale.

Il numero dei visitatori che accorrono al Vinitaly cresce ad ogni edizione. Un numero così elevato di persone da creare un vero tappeto umano! Nonostante l’impeccabile organizzazione che prevedeva navette provenienti da e per  tutta la città,  a tutte le ore, il caos è stato inevitabile. Il grandissimo spazio è stato suddiviso in 17 padiglioni a cui corrispondevano una o più regioni d’Italia. Ampie aree erano dedicate alla stampa e ai congressi. Ben tre padiglioni dedicati solo alla regione Veneto con un infinito numero di aziende espositrici. Per la regione che accoglie, anno dopo anno, la manifestazione, davvero un gran successo.

Importante non è stato solo il numero delle cantine che hanno partecipato ma anche la “creatività” degli stand. Nell’allestimento degli spazi gli imprenditori veneti non hanno badato a spese mettendo in mostra oltre alla qualità dei propri vini anche l’aspetto estetico. Per attirare l’attenzione del pubblico, italiano come di quello straniero, molte aziende hanno lasciato carta bianca alla creatività e al design.  I padiglioni più “ricchi” hanno assunto l’aspetto di un museo di arte contemporanea/discoteca con tanto di ragazze immagine. Altri padiglioni, come quello dedicato alla Regione Lazio, hanno mostrato un profilo molto più sobrio con l’esposizione del proprio logo e delle proprie centinaia di bottiglie (più che ottimo il Frascati superiore della Cantina Castel De Paolis di Grottaferrata!!).

Dai commenti che abbiamo raccolto da alcuni espositori, il fermento che si crea nella prima giornata è motivato dalla curiosità e dall’amore per il “cibo degli dei”.
In realtà il Vinitaly è un evento dedicato soprattutto agli esperti del settore. Con un focus ben preciso: raggiungere fasce sempre ampie e lontane di mercato. Gli accordi, ci dicono, si chiudono soprattutto nella giornata di martedì. Il giorno di apertura diventa un giorno di pura celebrazione. Sembra che il prezzo del biglietto d’ingresso, che oggi supera gli 80 euro, venga sempre aumentato in modo da limitare gli arrivi dei cosiddetti “sciacalli”. Il Vinitaly, oltre ad essere un incontro di grande impatto mediatico, è il momento in cui le aziende definiscono le proprie vendite. L’insieme delle imprese costituisce l’intera industria del vino che dà vita ad un giro d’affari che nel 2018 ha superato i 10 miliardi di euro. Parliamo quindi di un ruolo fondamentale per l’economia di tutto il paese.

Nell’attesa di conoscere il numero dei visitatori e i ritorni economici delle vendite incrociamo le dita e speriamo sia stata “un’ottima annata”.

 

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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