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Cucina e arte: il nuovo trend della ristorazione

In aumento gli chef che scelgono luoghi d’arte per aprire un ristorante. I musei diventano il contenitore ideale dell’alta cucina, con grande successo

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di Agnese Petrosemolo | 2019-08-12 12/08/2019 ore 13:30

Dopo aver invaso il mondo della televisione, del cinema, dei social network, degli alberghi e della moda, la cucina e l’arte si fondono e  gli chef  si spostano nei musei. Mangiare tra le opere d’arte diventa un must.

Il food dilaga penetrando anche nelle aree più inaspettate. La cucina assume nuove forme invadendo tutti i luoghi dove il passaggio di persone è continuo e costante. Le strade hanno dato vita allo street food con i food truck che servono cibo di tutto il mondo. Mentre gli aeroporti e le stazioni si prestano alla sperimentazione di nuovi format che toccano tutte le versioni della cucina.

Il food delivery ha rimosso il concetto di spazio e tempo permettendoci di mangiare h24, ovunque ci troviamo, sushi, insalate, pizza, cheesburger fino alla più bizzarra delle voglie. Gli chef sono star della tv e l’alta cucina esce dai classici schemi della ristorazione per fondersi con altre forme d’arte e di ospitalità.

Se di ristoranti che si trovano all’interno di grandi hotel ormai ne è pieno il mondo, per l’Italia il fenomeno della ristorazione che si unisce all’arte è (quasi) una novità.

Che il cibo sia una forma artistica in grado di attrarre un pubblico maggiore rispetto ad un quadro,  i musei stranieri più importanti del mondo lo hanno già capito da tempo. Basti pensare al ristorante Nerua del Guggenheim di Bilbao, al The Modern del Moma di New York o al The Rex Whistler dentro la Tate Britain di Londra. Solo per nominare alcuni degli stellati più noti.

Tuttavia Il cibo da museo è servito anche in forme più semplici (ma sempre di qualità) come il bistrot o la caffetteria. A Parigi, per fare un esempio, è possibile pranzare in maniera raffinata ma informale all’interno del Palazzo del Louvre nel ristorante Luoulu del Museo delle arti decorative.

L’Italia conosce molto bene sia l’arte che il cibo ma quando si tratta di sfruttare le proprie bellezze, purtroppo rimane indietro. La fusione tra le due forme d’arte, pure se in ritardo, si sta comunque manifestando anche nel Bel Paese. Riguardo a caffè e bistrot abbiamo la sufficienza, tra le novità c’è quella che vede Filippo La Mantia alla Pinacoteca di Brera.  

A Roma il debutto della cucina d’alta gamma nell’arte è avvenuto nel 2007 con lo chef Antonello Colonna e il suo Open Colonna al Palazzo delle Esposizioni. In provincia di Torino fu il Combal Zero di Davide Scabin ad inaugurare nel museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli.

A Milano tra i top c’è Enrico Bartolini al Mudec, con un grande successo riscontrato di recente grazie anche alle importanti esposizioni, come quella (ancora in corso) dell’artista cinese Liu Bolin.  Eventi un tempo considerati anomali oggi si riscoprono di tendenza.

E sulla scia del nuovo trend ultimamente anche la famiglia dello stellato “Il Luogo di Aimo e Nadia” ha preso le redini di Voce, il caffè della Galleria d’Italia in Piazza della Scala.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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