Categorie: Tavola

Aperitivi italiani: un mito, tra assaggi, paesaggi e storie

Un’abitudine che lega tutti gli italiani sono le piazze e con le piazze le chiacchiere e così il piacere dei finger food e del rito dell’aperitivo.

Difficile contare il numero delle miscele e delle creazioni che compongono i nostri aperitivi. Perchè il rito dell’aperitivo è fermamente radicato lungo tutta la Penisola con modi e usanze variabili. Ma siamo onesti fino in fondo: quello stop a fine giornata è un momento di relax impagabile ed anche un modo per “gossipare” con gli amici.

Molti aperitivi sono di nuova generazione altri hanno origini lontane, storiche e affascinanti.

Oggi parliamo di un capostipite dei long drink: il Select.

Inventato a Venezia dai fratelli Pilla, nel 1920 nella loro distilleria artigianale, veniva servito anche liscio. Le Radici di rabarbaro e le bacche di ginepro gli danno quel gusto che caratterizza ogni cocktail che vede il Select come base. Si va oltre il bere, si tratta di un’esperienza gustativa, diversa, più ricercata e intensa, che rende slow il sorseggiare per il piacere di gustare un gusto unico e sentirsi a Venezia in ogni parte d’Italia.

Qui vi presentiamo  Spritz tutto veneziano che ha un gran successo tra i bartender che amano sperimentare a Roma.

La ricetta come l’originale è:
7,5 cl di prosecco
5 cl di select
2,5 cl di soda o seltz
1 oliva verde

Oggi vanno di moda, soprattutto i long drink che accompagneranno, quindi,  il dopo il Covid  e la nostra voglia di vivere vacanze tutte italiane.

Si presenta dunque un’occasione unica, perché  i gusti delle varie regioni si incontrino e si conoscano. Sicuramente nei salotti romani l’inventiva saprà dare un nuovo gusto al cocktail con il Select.

Così i piatti tipici e i vitigni e le prove d’autore, così le sperimentazione dei distillati che come Roberto Castagner in Veneto, ha inventato lo spray disinfettante al distillato di grappa allo scopo di ottenere un effetto protettivo in gola per rispondere alle attenzioni igieniche dettate dal covid-19. (sic!)

Un viaggio dunque a tappe, tra assaggi e paesaggi, può regalare a ciascuno di noi, una intensa esperienza per una vacanza slow food and beverage.

Nel mondo, sicuramente gli italiani sono tra i più fortunati, nel vivere delle vacanze sensoriali della propria penisola che ha il maggior numero di ecosistemi, di fonti e di microclimi.

Ogni  nuova scoperta sensoriale è pervasa dalla  storia che l’ha generata o dal vissuto che si racconta con i suoi componenti.

Come il vino veneto e pugliese nella Masseria “Li Reni”di Bruno Vespa dove è stato coltivato il vitigno e prodotto il Vino d’Italia “Terregiunte”, frutto dell’incontro di due terre, la Puglia e il Veneto e della collaborazione tra le aziende Masi e Vespa.

Presentato lo scorso agosto 2019, in anteprima a Cortina d’Ampezzo, all’Hotel Cristallo da Zaia, con Sandro Boscaini, uno dei produttori di riferimento della Valpolicella e dell’Amarone, e dal giornalista televisivo Bruno Vespa, titolare di “Vespa Vignaioli per Passione”.

Terregiunte è un “nuovo Vino”, un blend (miscela di due o più uve per ottenere un taglio unico) di Primitivo (vino dallo spiccato carattere mediterraneo) e Amarone.

Oggi in Puglia ha vistio ospiti i veneti.

Un bellissimo messaggio di ripartenza di due regioni il Veneto e la Puglia alleate e ancora più forti dopo il Coronavirus.

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Pubblicato da Silvia Trevisan

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