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Pacifici, “Con il Presidente Mattarella, Memoria condivisa”

Lettera aperta del Presidente della Comunità Ebraica di Roma

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di Redazione | 2016-11-26 2/02/2015 ore 11:21
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:36)

 

La Comunità Ebraica di Roma, nel giorno dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, si congratula attraverso le parole del Presidente Riccardo Pacifici: “Ci associamo, come hanno già fatto le forze politiche, nel riconoscergli i suoi alti valori morali e istituzionali per rappresentare il nostro Paese. Uomo di Giustizia, saprà sicuramente valorizzare il ruolo delle minoranze in Italia e saremo al suo fianco nella lotta contro il razzismo, la xenofobia e certamente nella lotta all’antisemitismo e alla sua moderna forma che è l’antisionismo, nel solco del suo predecessore Giorgio Napolitano che continuiamo a ringraziare per il suo impegno.

L’elezione di Sergio Mattarella rappresenta la garanzia che la Memoria non è solo un esercizio di retorica, bensì un cardine della Democrazia. Sull’esperienza della tragedia che ha colpito il popolo ebraico si può lavorare insieme per piantare i semi contro l’indifferenza. Quell’indifferenza che consentì, nel silenzio assoluto, lo sterminio di innocenti. In questo momento il pensiero va anche alla tragedia che ha colpito l’Italia e la famiglia del Presidente della Repubblica: rivolgiamo un ricordo al fratello Piersanti vittima del terrorismo della mafia.

Il primo gesto del Capo dello Stato è stato rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine. Ciò testimonia come l’impegno per la Memoria non debba essere affidato solo al popolo ebraico ma a tutti noi italiani: quelle 335 vittime rappresentavano lo spaccato della società di allora vittima del nazi-fascismo. Il suo atto non è di certo casuale e darà una chiara impronta alla sua Presidenza.

Con il Presidente siamo inoltre pronti a condividere la lotta al Male che oggi colpisce il mondo libero. Ci riferiamo al terrorismo jihadista che in nome di un’interpretazione fanatica della religione islamica vuole distruggere l’unica democrazia del Medio Oriente, lo Stato di Israele, come prima tappa di un percorso che mira ad annientare l’Europa e le nostre democrazie. 

Infine ci associamo al pensiero da lui rivolto a chi nel nostro Paese sta affrontando con serie difficoltà socio economiche la crisi del mondo del lavoro. Al Capo dello Stato inviamo i migliori auguri di buon lavoro certi di poterlo presto accogliere nella più antica Comunità Ebraica della diaspora Occidentale e all’interno delle mura della Grande Sinagoga di Roma”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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