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Mattarella, Pacifici: commossi per parole su Stefano Gay Taché

“Gli ebrei romani e la famiglia di Stefano vogliono abbracciarlo”

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di Redazione | 2016-11-26 3/02/2015 ore 12:09
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:36)

“Abbiamo ascoltato commossi le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso d’insediamento alla Camera dei Deputati. Condividiamo ogni minimo passaggio: la maggiore attenzione che l’Italia deve alle comunità straniere, la valorizzazione delle diversità, il ricordo di chi 70 anni fa ha lottato contro il nazi-fascismo, la lotta alla mafia come priorità assoluta, la minaccia del terrorismo internazionale, i singoli valori che fanno della nostra Carta Costituzionale il fondamentale strumento di democrazia. Nel suo profondo pensiero guardando dall’alto del suo ruolo il nostro Paese ha voluto citare anche la tragedia che ha colpito la nostra Comunità, segnata dal terrorismo palestinese già il 9 ottobre del 1982 davanti al Tempio Maggiore di Roma. Il Capo dello Stato ha nominato il piccolo Stefano Gay Taché, ‘un nostro bambino, un bambino italiano’, assassinato barbaramente in quel vile attentato e così facendo ci ha abbracciati condividendo con tutti noi un dolore che non potremo mai estirpare”. Lo ha dichiarato il Presidente ella Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici in una nota.

 

 

“Io sono figlio di quell’attentato – ha aggiunto –  Mio padre è stato ferito in quell’attacco come molti altri ebrei romani scampati miracolosamente alla morte. Il gesto del Presidente della Repubblica  riempie il cuore di speranza degli ebrei romani e italiani. La famiglia di Stefano, i genitori e il fratello, vogliono a loro volta abbracciare il Presidente e immaginare che una volta per tutte il nome di Stefano venga inserito nell’elenco delle vittime del terrorismo in Italia. Per questo tale abbraccio non vuole rimanere solo una metafora. I genitori e il fratello di Stefano vorrebbero abbracciare di persona il Capo dello Stato nelle modalità che riterrà opportune, compresa la possibilità di trovarsi insieme davanti alla lapide fuori della grande sinagoga a Roma, in Largo Stefano Gay Taché”. (gc)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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