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Istituto Svizzero, due settimane di workshop sul Contemporaneo

A Villa Maraini, dal 16 febbraio, conferenze, letture e proiezioni

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di Redazione | 2016-11-26 16/02/2015 ore 10:29
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:37)

 

Con il workshop ‘Histories Hidden in Plain Sight’ l’Istituto Svizzero di Roma apre la seconda edizione di Studio Roma – Programma Transdisciplinare sul Contemporaneo. L’evento è stato ideato da Maria Thereza Alves, Iain Chambers e Lidia Curti, e terrà la scena per due settimane con presentazioni, conferenze, letture, dibattiti, proiezioni di film, e ricerche in situ nei diversi luoghi della città. Lunedì 16 febbraio alle 14.30, il primo ‘Open Studio’ di Villa Maraini viene introdotto da Iracema (de Questembert) (2010) di Maria Thereza Alves e Western Union Small Boats (2007) di Isaac Julien. A seguire, ogni giorno in calendario ci sono almeno tre appuntamenti di arte, letteratura, cinema e pensiero critico. Un esempio. L’artista Maria Thereza Alves, insieme ai residenti dell’Istituto Svizzero e ai partecipanti del workshop, esplorerà, in particolare, la flora di Roma. Le domande: come sono arrivate le piante a Roma? dove si trovano i grandi siti in cui la flora si accumula? quali sono le specie non-autoctone e quali varietà sono diventate così onnipresenti da essere percepite come tali? qual è la provenienza d’origine degli ingredienti utilizzati nei piatti romani? Dall’incrocio di storie e di Storia, si potrà scoprire che “prima dei vari restauri, il Colosseo è stato un paradiso naturalistico dove convivevano molteplici varietà di piante trasportate da persone o animali. Nel XIX secolo la botanica Elisabetta Fiorini Mazzanti arrivò a elencare ben 272 diverse specie”.

Alla ricchezza del dibattito va ad affiancarsi la bellezza della location: Villa Maraini, grazie a questo evento che prevede ingressi liberi al pubblico, potrà essere visitata e goduta nella sua imponenza. La villa di via Ludovisi, infatti, è un gioiello architettonico che porta la firma dell’architetto ticinese Otto Maraini. Dalla terrazza della sua torre, che svetta a ben 26 metri di altezza sopra la residenza, la vista a 360 gradi su tetti e monumenti è tra le più emozionanti di Roma. (r.p.)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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