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I grandi formati di Eugene Lemay al Macro Testaccio

La mostra segna la prima collaborazione con il Mana Contemporary

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di Redazione | 2016-11-26 17/02/2015 ore 10:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:37)

 

Per Eugene Lemay è la prima mostra in un’istituzione museale italiana. L’evento ‘Dimensions of dialogue’ ha anche un altro primato: l’inizio di una collaborazione fra il Macro Testaccio e il Mana Contemporary di Jersey City, una delle più grandi e innovative piattaforme per l’arte contemporanea degli Stati Uniti, inaugurata nel 2011.

Dal 20 febbraio al 10 maggio 2015 l’esposizione, curata da Micol Di Veroli, porta dunque a contatto con il pubblico della Capitale il lavoro di Eugene Lemay, conosciuto per le sue serie ‘Strata, Letters e Navigator’, opere di grande formato che esplorano le radici del linguaggio.

In uno dei padiglioni dell’ex mattatoio hanno trovato altre opere multidisciplinari e installazioni di grande formato dello stesso autore, che indagano il concetto di dialogo, concetto che Lemay ripropone in una dimensione nuova.

La sua esperienza all’interno dell’esercito israeliano lo ha avvicinato alla paura, alla morte, al buio, condizioni estreme che riemergono all’interno delle sue gigantesche opere che sembrano enormi carte geografiche della psiche, composte da frammenti linguistico-visivi.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e ha il patrocinio dell’Ambasciata d’Israele in Italia – Ufficio Culturale e della Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti. (r.p.)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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