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Quattro Fontane, inaugurato il restauro

diretto dalla sovrintendenza

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di Redazione | 2016-11-26 11/03/2015 ore 10:23
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:38)

I colori d’origine con i loro inattesi contrasti, il travertino e il tufo nettamente visibili nella loro diversa struttura, le nicchie cerulee e dorate: sono tornate pienamente leggibili e plasticamente levigate le Quattro Fontane, dopo il restauro diretto dalla Sovrintendenza capitolina e finanziato dalle Sorelle Fendi (progetto Fendi for Fountains, lo stesso di Fontana di Trevi), a 25 anni di distanza dal precedente ripristino. L’opera compiuta sul complesso tardo-cinquecentesco è stata inaugurata dall’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli e dal sovrintendente Claudio Parisi Presicce. Nove mesi di lavori da giugno ad oggi, 320mila euro per cancellare i segni del tempo e del degrado dai gruppi scultorei voluti da Sisto V, che intese così abbellire il quadrivio tra Strada Pia (odierne vie XX Settembre e del Quirinale) e Strada Felice (attuali vie Quattro Fontane e Sistina). Vedi la scheda storica. Sulle Quattro Fontane – Arno, Tevere, Giunone e Diana – s’erano accumulati depositi da inquinamento, calcare, polveri, patine biologiche. Nel contempo la materia appariva ferita da erosione, “alveolizzazione”, lacune dello strato impermeabile. Soprattutto le vasche si mostravano danneggiate e anche gl’impianti portavano i segni dell’età e dell’usura. Sono stati delicatamente rimossi i depositi, usando quasi esclusivamente acqua nebulizzata con impacchi salini. Le formazioni calcaree, dovute al flusso dell’acqua, sono state invece eliminate con strumenti meccanici. Rimosse anche le patine organiche, consolidati e fissati i frammenti rovinati o distaccati, stuccate le lacune (con malte naturali, a base di calce e polvere di marmo), impermeabilizzate le vasche, pulite e trattate le parti metalliche. Da ultimo, revisionato l’impianto idrico e realizzata la nuova illuminazione con luci led. Ha operato il restauro la ditta Carlo Usai, sotto la direzione scientifica – come s’è detto – della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali. “Interventi molto complessi”, ha sottolineato l’assessore Marinelli, che hanno reso necessario “un ampio coinvolgimento e coordinamento di risorse”. E’ “un altro passo in avanti del lavoro sulle fontane della città”, ha poi affermato Marinelli ricordando i lavori su Fontana di Trevi e sulla Barcaccia. “Un progetto legato al valore dell’acqua, che rappresenta un segno distintivo e identitario per Roma e i suoi cittadini”. (g.i.)
 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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