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Corruzione, Cna Roma: per 70% imprenditori é routine nella Pa

indagine nel Lazio: colpa di regole poco chiare

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di Redazione | 2016-11-26 23/03/2015 ore 15:47
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:39)

La maggior parte delle piccole e medie imprese del Lazio pensa che i fenomeni di corruzione e collusione costituiscono una realtà “normale” all’interno delle pubbliche amministrazioni. E’ quanto emerge dal focus ‘corruzione’ di un’indagine della Cna Roma e Lazio e della Cer condotta su un campione di 500 imprese della regione dopo la maxi inchiesta sulla cosiddetta Mafia Capitale. In base all’ indagine, il 42,7% delle imprese è totalmente d’accordo sul fatto che “i fenomeni di corruzione e/o collusione sono realtà ‘normale’ nelle pubbliche amministrazioni”, ma a questa percentuale si aggiunge un ulteriore 30,9% che si dichiara abbastanza d’accordo con tale affermazione. Tutt’altro che rassegnati, gli imprenditori (uno su quattro) si sono dotati di un codice di condotta o hanno adottato politiche anti-corruzione e anti-collusione. Dall’indagine emerge che l’ingranaggio più vulnerabile sono gli appalti pubblici: un quarto delle pmi dice di aver partecipato almeno una volta a una gara in Italia. Quattro su dieci di questo campione, dicono di aver percepito nei propri concorrenti comportamenti e azioni per influenzare impropriamente la procedura di affidamento. La ricetta suggerita dalle imprese alle istituzioni è semplice: un quadro normativo più chiaro, aumento dei controlli e pene più severe. (G.I.)

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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