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Asili nido di Roma, con gli aumenti arrivano le polemiche

Tariffe in crescita sino al 31%

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di Redazione | 2016-11-26 9/04/2015 ore 13:11
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:40)

“Deve ritenersi illegittima la delibera con cui (..)vengono introdotte modifiche tariffarie più gravose per gli utenti i quali, al momento del perfezionamento dell’iscrizione, hanno fatto affidamento sull’applicazione delle tariffe vigenti all’epoca conosciute e conoscibili”. Con questa sentenza il TAR del Lazio ha accolto la richiesta di alcune famiglie, appoggiate dal Codacons, che chiedevano l’annullamento degli aumenti tariffari per gli asili nido di Roma. Era inizio febbraio,  la contrarietà del tribunale amministrativo verteva essenzialmente sulla volontà di cambiare in corsa le regole tariffarie, con modifiche gravose per gli utenti che si erano affidati ad un tariffario ben preciso. Ma dal 2015 si cambierà registro, le tariffe verranno aumentate con picchi che arriveranno sino al 31% e a nulla serviranno nuovi appelli al TAR, deputato a contestare non la validità politica dei provvedimenti ma quella amministrativa. Incrementi tariffari sostanziosi che partiranno dal secondo step di aumenti previsti lo scorso anno, in modo da inglobare anche quelli congelati dal tribunale amministrativo a inizio anno. Si calcola che la sentenza abbia fatto perdere alle casse comunali circa 3.5 milioni di euro, cifra che ha allarmato un’amministrazione stretta tra la morsa del DEF – che si annuncia particolarmente austero per gi enti locali nonostante le rassicurazioni dell’ANCI – e di una tariffazione comunale per gli asili nidi definita dall’assessore Paolo Masini “la più bassa tra quelle applicate dalle grandi città italiane”.  La scelta del Comune è stata improntata  su una contribuzione progressiva in base all’ISEE, con aumenti limitati al 13% per le fasce di reddito più basse che passano al 31% quando si va oltre i 40.000 euro annui. Tra le altre novità più significative c’è l’esenzione totale dalla retta per il terzo figlio, un vantaggio cui usufruiranno i redditi inferiori a 20.000 euro. La fascia più abbiente compresa tra i 20.000 e i 40.000 euro invece per il terzo figlio avrà una diminuzione tariffaria del 30%, uno sconto che toccherà anche coloro che hanno due figli iscritti al nido in contemporanea. (Gds)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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