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Un piano regolatore contro le 'antenne selvagge'

Approvato dall'Assemblea capitolina con 29 favorevoli, 3 contrari e 0 astenuti

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di Redazione | 2016-11-26 14/05/2015 ore 13:26
(ultimo aggiornamento il 26 Novembre 2016 alle ore 19:44)

Con 29 favorevoli, 3 contrari e 0 astenuti, l’Assemblea capitolina ha approvato il piano regolatore contro le “antenne selvagge” di telefonia mobile e l’inquinamento elettromagnetico. In particolare, la delibera riguarda la localizzazione l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile, a prima firma della consigliera Sel, Gemma Azuni, insieme al presidente della Commissione Ambiente, Athos De Luca. Il provvedimento prevede un piano territoriale della telefonia mobile, un registro cittadino delle antenne e un Osservatorio di settore sull’inquinamento elettromagnetico, con l’obiettivo di “rendere più trasparente il percorso delle varie autorizzazioni e porre maggiore attenzione sia alla minimizzazione dell’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici sia alla tutela dell’ambiente e del territorio”. Inoltre, prevede la pubblicazione sul web del “piano antenne” e la dislocazione sul territorio di centraline per la misurazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, i cui risultati saranno periodicamente resi pubblici e consultabili online dai cittadini.

 

Nello specifico: il divieto di installazione degli impianti su siti sensibili come ospedali, case di cura e di riposo, scuole, asili nido, oratori, orfanotrofi, parchi giochi; gli impianti di telefonia mobile esistenti in siti definiti sensibili saranno oggetto di delocalizzazione; non sara’ consentita l’installazione degli impianti su edifici costruiti abusivamente. Le aree del territorio “preferenziali” sono: aree libere, prevalentemente non edificate o a carico urbanistico basso e sono da preferire immobili per attivita’ commerciali o grandi complessi alberghieri. Per “minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici” sono da privilegiare “l’accorpamento degli impianti su strutture di supporto comuni (cositing) preferibilmente in aree non densamente abitate, le installazioni interrate degli impianti tecnologici, su edifici tra i piu’ alti tra quelli vicini”. (gc) (fonte Omniroma)

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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