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Ricchi sempre più ricchi: in Italia 20% ha 72% risorse

E secondo rapporto Oxfam nel nostro Paese 5% più ricco possiede la stessa quota di ricchezza che ha il 90% più povero. Donne sempre più svantaggiate

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di Mca | 2019-01-21 21/01/2019 ore 13:30

Ricchi sempre più ricchi, povertà che si riduce lentamente, donne più svantaggiate degli uomini. E’ una fotografia drammatica quella scattata dall’Oxfam nel rapporto diffuso alla vigilia del meeting di Davos e che quantifica in 900 milioni di dollari il patrimonio accumulato dai Paperoni del mondo in un anno.

In Italia, il 5% più ricco ha tra le mani la stessa quota di ricchezza posseduta dal 90% più povero.

Secondo Oxfam la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi evidenzia l’iniquità sociale e l’insostenibilità dell’attuale sistema economico, in cui la forbice tra ricchi e poveri è sempre più ampia. Lo scorso anno le fortune dei super-ricchi sono aumentate del 12%, al ritmo di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre 3,8 miliardi di persone, la metà più povera dell’umanità, hanno visto diminuire quel che avevano dell’11%.

In Italia, a metà 2018, il 20% più ricco dei nostri connazionali possedeva circa il 72% dell’intera ricchezza nazionale. E il 5% più ricco degli italiani possedeva da solo la stessa quota di ricchezza del 90% più povero.

Inoltre, i più ricchi pagano sempre meno tasse. In alcuni paesi, come Regno Unito o Brasile, considerando insieme imposte sui redditi e sui consumi, il 10% più ricco della popolazione paga meno tasse del 10% più povero (in proporzione ai relativi redditi). Evasione ed elusione fiscale internazionale hanno raggiunto inoltre livelli allarmanti: una cospicua parte di redditi finanziari degli individui più facoltosi svanisce offshore, mentre i redditi di molte imprese multinazionali sfuggono all’imposizione fiscale. Decine di miliardi di entrate fiscali mancanti − che potrebbero finanziare servizi essenziali pubblici − sono il costo degli abusi e della pianificazione fiscale aggressiva delle imprese.

Si assiste anche a un rallentamento della fuoriuscita dalla povertà e, nei contesti più vulnerabili del globo come l’Africa sub-sahariana, all’incremento della povertà estrema. Una dinamica che mette a repentaglio, secondo la Banca Mondiale, il raggiungimento dell’obiettivo di sconfiggere la povertà estrema entro il 2030, obiettivo fissato dall’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. 3,4 miliardi di persone vivono ancora con meno di 5,50 dollari al giorno. Di questi, 2,4 miliardi di persone sono da considerarsi “estremamente povere”, secondo le soglie di povertà riviste dalla Banca Mondiale.

 

 

Anche l’accesso ai servizi essenziali è precluso a molti, visto che i servizi pubblici sono sistematicamente sottofinanziati o vengono esternalizzati ad attori privati, con la conseguenza che ne vengono esclusi i più poveri. Ecco perché in molti paesi un’istruzione e una sanità di qualità sono diventate un lusso che solo i più ricchi possono permettersi. Nel mondo circa 10 mila persone al giorno muoiono per mancanza di accesso ai servizi sanitari, mentre 262 milioni di bambini non hanno accesso all’istruzione.

Infine, gli uomini possiedono il 50% di ricchezza in più delle donne. Secondo il rapporto vi è una forte correlazione tra disuguaglianza economica e disuguaglianza di genere: società più eque registrano anche condizioni di maggiore parità tra uomini e donne. A livello globale le donne guadagnano il 23% in meno degli uomini. Quest’ultimi possiedono il 50% in più della ricchezza delle donne e controllano oltre l’86% delle aziende. Se il lavoro di cura non retribuito svolto dalle donne a livello globale venisse appaltato ad una singola azienda, il suo fatturato annuo sarebbe di 10.000 miliardi di dollari, pari a 43 volte quello di Apple.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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