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Tecnici rapiti in Libia, condannati manager Bonatti

L’episodio nel 2015, due di loro morirono durante un conflitto a fuoco. Sanzione di 150 mila euro alla società

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di Redazione | 2019-01-22 22/01/2019 ore 14:30

foto da pagina Fb 'Per la libertà di Gino, Filippo, Salvo e Fausto'

Il gup di Roma ha condannato i vertici della società Bonatti e dato il via libera al patteggiamento per l’ex responsabile della Libia della società nel procedimento legato al rapimento di quattro tecnici italiani, conclusosi con la morte di due di loro, avvenuto in Libia nel 2015. Sono tutti accusati di cooperazione colposa nel delitto doloso.

Il giudice Maria Paola Tomaselli, accogliendo le richieste del pm Sergio Colaiocco, ha condannato a 1 anno e dieci mesi, al termine di un processo con rito abbreviato, Paolo Ghirelli, presidente della Bonatti e i componenti del cda, Dino Martinazzoli e Paolo Cardano. Per tutti la pena è sospesa.

Rinviato a giudizio l’altro amministratore Giovanni Di Vicenzo che ha optato per il rito ordinario. Per Dennis Morson, responsabile nel paese nordafricano della Bonatti, ok al patteggiamento sempre ad un anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa). Il gup di Roma ha disposto anche una sanzione di 150 mila euro alla società. La sanzione pecuniaria è legata alla legge 231 in tema di responsabilità degli enti.

Secondo il giudice di piazzale Clodio, la Bonatti ha omesso di predisporre il documento di valutazione dei rischi relativo all’attività all’estero di suoi dipendenti per raggiungere il luogo di lavoro e nel caso specifico a Mellita in Libia.

Il sequestro avvenne nel luglio del 2015 e il 2 marzo dell’anno successivo, nel corso di un conflitto a fuoco durante un trasferimento, persero la vita Salvatore Failla e Fausto Piano.

La società e gli amministratori della Bonatti “prendendo doverosamente atto della decisione” del gup di Roma, si dichiarano “fiduciosi che nel giudizio di appello, che sarà prontamente proposto, emergerà la mancanza di qualsiasi loro responsabilità, considerato anche che la prospettazione giuridica dei fatti sottoposta all’esame del gup dalla Procura di Roma deve ritenersi nuova ed è meritevole sicuramente di ulteriori riflessioni da parte degli interpreti”. E’ quanto afferma in una nota la società con sede a Parma.

“Bonatti ha da sempre dedicato la massima attenzione e cura a garantire la sicurezza del proprio personale – prosegue la nota – raggiungendo risultati di eccellenza e riconoscimenti da una industria particolarmente esigente nel campo della salute e sicurezza quale è quella del ‘Oil & Gas’ nella quale opera. Pur non condividendo l’esito del giudizio di primo grado, la società conferma la sua vicinanza alle famiglie dei dipendenti deceduti nei tragici fatti”, conclude la società

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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