torna su
07/08/2020
07/08/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Messner, dissi a Nardi ‘andare lì è stupidità’

‘Morti nell’angolo più pericoloso del Nanga Parbat’

Avatar
di Redazione | 2019-03-10 10/03/2019 ore 10:58

dalla pagina Facebook di Daniele Nardi

A Daniele Nardi, tre o quattro anni fa, dissi che salire sullo sperone Mummery non è un atto eroico, ma è stupidità”. Così Reinhold Messner, poco dopo aver appreso la notizia del riconoscimento dei corpi senza vita di Nardi e Ballard sulla parete del Nanga Parbat, ricorda con dolore e amarezza il suo incontro con l’alpinista di Latina, che aveva cercato di dissuadere dalla suo progetto.

“Pare che siano morti a 6.000 metri, nell’angolo più pericoloso della parete, adesso però è troppo tardi per dire che in quell’angolo io non ci andrei”, spiega l’alpinista che proprio lì, nel 1970, vide morire il fratello Gunther, mentre stavano scendendo dopo aver raggiunto la vetta. “Certo, chi va in montagna rischia sempre – aggiunge – però l’arte dell’alpinismo sta nella capacità di superare difficoltà e di evitare pericoli e in quell’angolo di Nanga Parbat, alla base del Mummery, non si possono aggirare i pericoli e un bravo alpinista in quell’angolo non va”.

Il pensiero di Messner è dedicato ai familiari delle due vittime: “Siccome andare lì a piedi è troppo pericoloso, mi auguro che in primavera un elicottero specializzato vada a prendere i due corpi per restituirli ai loro cari, prima che la neve e il ghiaccio li sommergano”, come avvenne per il fratello di Messner, ‘restituito’ dal ghiacciaio solo 35 anni dopo l’incidente. “E’ fondamentale – insiste – che i loro congiunti abbiamo la possibilità di capire, di sapere, perché tutto questo è capitato alla fine del mondo e una persona normale non può immaginare: il Nanga Parbat è una montagna molto complessa, pericolosa che ha una storia terribile”. E di questa storia, dopo esserci salito in solitaria una seconda volta nel 1978, Messner è stato uno dei protagonisti: “Quando abbiamo trovato il corpo di mio fratello – racconta – ho portato tutta la mia famiglia alla base di questa montagna per poter raccontare loro che cosa era successo: avevano la necessità di capirlo emozionalmente, spero che anche i parenti di Nardi e Ballard possano fare un’esperienza simile, prima o poi”.

Stampa

tagsmessner, nardi

A proposito dell'autore

Avatar
23398 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014