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Comunali, le sfide più attese nei capoluoghi di Regione

Mentre se sarà confermata la vittoria di Cirio in Piemonte, il centrodestra farebbe l’en plein nelle Regioni del nord

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di Redazione | 2019-05-27 27/05/2019 ore 13:45

Gli exit poll diffusi ieri sera non danno speranza di riconferma al governatore della Regione Piemonte uscente, il Pd Sergio Chiamparino: lui stesso ieri sera lo ha ammesso: “E’ evidente che se gli exit poll venissero confermati la vittoria di Alberto Cirio e del centrodestra sarebbe netta”, ha detto. Il che significherebbe che tutte le Regioni del nord sarebbero saldamente in mano a forze di centrodestra.

Con la conquista del Piemonte, infatti, il centrodestra farebbe l’en plein, dopo che negli ultimi mesi sono passate al centrodestra la Sardegna, il Molise, il Friuli Venezia Giulia, le Province autonome di Trento e Bolzano, l’Abruzzo e la Basilicata. Si vedrà oggi con i dati reali chi sarà il governatore della Regione Piemonte per i prossimi cinque anni: alle 14 inizia lo spoglio delle schede per le Regionali in Piemonte e per le Comunali nei quasi 3800 comuni andati al voto ieri, tra cui 5 capoluoghi di Regione e 20 di Provincia.

Per i comuni in cui nessun candidato si aggiudicherà oggi la vittoria, se se riparlerà al ballottaggio previsto tra due settimane. Ancora prima dello scrutinio, in tutta Italia, ci sono già sindaci che possono dire di essere già eletti: avviene in quei piccoli comuni dove è stata presentata una sola lista e dove il nemico era il quorum, che è stato raggiunto.

Tra le grandi città chiamate al rinnovo di sindaco e consiglio comunale in questa tornata, fino ad oggi il centrosinistra ha governato in 17 amministrazioni, il centrodestra in 6, M5S in due. Anche i Cinque stelle sperano di imporre i loro candidati: finora tra i 25 capoluoghi di provincia al voto hanno guidato le amministrazioni di Livorno e Avellino: nella prima non si è ricandidato il sindaco uscente Filippo Nogarin ma Stella Sorgente, assessore della giunta uscente. Ad Avellino, guidata dal sindaco M5S Vincenzo Ciampi, la giunta è caduta dopo appena cinque mesi dall’insediamento e ora i pentastellati candidano Ferdinando Picariello.

Sono stati 16.053.792 (7.827.734 8 uomini e 8.226.058 donne) gli elettori nei quasi 3800 comuni al voto, con un’affluenza che è stata del 68%, in calo rispetto al 70,97% della precedente tornata elettorale.

Le sfide più attese sono 5, quelle nei capoluoghi di Regione: a Firenze il sindaco uscente, Dario Nardella, è inseguito dal leghista Ubaldo Bocci mentre l’M5S schiera Roberto De Blasi. A Bari il sindaco uscente Antonio Decaro, attuale presidente dell’Anci, l’Associazione dei comuni italiani, potrebbe riconfermare la poltrona avendo la meglio sugli sfidanti Pasquale Di Rella (FI) ed Elisabetta Pani (M5S). A Perugia dopo lo tsunami che ha portato alle dimissione la governatrice della Regione, Catiuscia Marini (Pd), il sindaco uscente Andrea Romizi (FI) potrebbe riuscire a battere il giornalista Giuliano Giubilei, sceso in campo per il centrosinistra e da Francesca Tizi per i Cinque Stelle. A Potenza il sindaco uscente Dario De Luca (Fdi) ha deciso di non ricandidarsi. A correre per la poltrona sono Bianca Andretta per il centrosinistra e Mario Guarente della Lega. A Campobasso invece il sindaco uscente Antonio Battista del Pd si è ricandidato: contro di lui Maria Domenica D’Alessandro del centrodestra.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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