torna su
06/05/2021
06/05/2021
Live TV

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Ex Ilva, vertice Conte-ArcelorMittal a Palazzo Chigi

Prove di mediazione ma no a esuberi

Avatar
di Redazione | 2019-11-6 6/11/2019 ore 10:30

Vertice a Palazzo Chigi sull’ex Ilva Taranto, e di conseguenza sul futuro delle 15mila famiglie che – tra dipendenti diretti e indotto – è indissolubilmente legato alle sorti del gigante italiano dell’acciaio. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha convocato per le ore 11 i vertici di ArcelorMittal che nei giorni scorsi hanno notificato ai commissari straordinari dell’ex Ilva la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva Spa e di altre controllate, adducendo come motivazione i cambiamenti normativi, ovvero il venir meno delle tutele legali – il cosiddetto scudo penale – per la realizzazione del piano ambientale, e le decisioni dei giudici di Taranto sull’altoforno 2, che rischia di fermarsi proprio per l’intervento della magistratura e trascinarsi anche gli altiforni 1 e 4, lasciando così la fabbrica senza impianti per la produzione della ghisa che poi viene trasformata in acciaio.

Conte è intenzionato a far rispettare i termini contrattuali e a smascherare “l’alibi” dell’azienda, mentre il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha escluso che il governo italiano possa cedere al “ricatto” dell’azienda accettando gli oltre 5 mila esuberi messi sul piatto. “Da Arcelor Mittal pretendiamo la chiarezza e il rispetto degli impegni contrattuali”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Se si viene in Italia e si vince una gara, si rispettano i termini contrattuali che erano collegati e già indicati nel bando. A noi preme non solo che sia assicurata la continuità degli investimenti produttivi ma che sia rispettato assolutamente anche il livello occupazionale”, ha precisato Conte.

“Tutti insieme dobbiamo porre rimedio, dobbiamo dire ad ArcelorMittal non fate i furbi”, ha affermato da parte sua il segretario de Pd, Nicola Zingaretti. “Un governo autorevole, di una Italia autorevole e unita, può anche imporre ed aprire una trattativa, il Pd è disponibilissimo a fare di tutto affinché questa azienda si trovi di fronte non un presidente del Consiglio, ma un intero Paese che dice a questi signori, così non si può fare”.

Al presidente del Consiglio è arrivato anche il sostegno del leader di Italia viva, Matteo Renzi. “Chi vuole chiudere l’Ilva è pazzo, perché significa mettere in ginocchio il Mezzogiorno. Io faccio di tutto con tutti per tenere aperta l’Ilva e per tenerla aperta bisogna fare in modo che colui che ha preso gli impegni li rispetti. Io sognerei che da Salvini a Zingaretti, da Di Maio a Italia viva, da Berlusconi a Conte tutti dicessero che la priorità sia salvare i posti di lavoro e su questa cosa non si litiga. Oggi Conte lo incontra e deve avere il sostegno di tutti, per una volta si può evitare di litigare”. “Lo scudo penale è una espressione brutta, ma dire che chi bonifica abbia delle agevolazioni per me va bene, ma la cosa allucinante è che questa norma qui con il contratto firmato da Mittal non c’entra niente”.

Stampa

A proposito dell'autore

Avatar
25470 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014