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Omicidio Daphne Caruana, arrestato imprenditore in fuga

Si tratta di Yorgen Fenech, uno dei principali uomini d’affari di Malta. E’ accusato di essere il mandante dell’omicidio della giornalista maltese

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di Redazione | 2019-11-20 20/11/2019 ore 11:00

Poche ore dopo la promessa di grazia garantita dal premier maltese Joseph Muscat al presunto mediatore dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, è stato arrestato il businessman Yorgen Fenech, uno dei principali imprenditori di Malta.

Era a bordo del suo yacht, intercettato e bloccato dalle forze armate maltesi (Afm) mentre cercava di uscire dalle acque territoriali. Lo riferisce il Times of Malta. Fenech è anche il titolare del fondo segreto 17 Black, denunciato dalla Caruana.

 

 

Daphne, una giornalista coraggiosa

Mia madre era la prima donna editorialista di Malta. Ha rotto molti confini e ha scritto di cose che la gente non aveva mai scritto nella società conservatrice di Malta, e questo ha fatto arrabbiare molte persone. Nessuno degli attacchi prima del suo omicidio è riuscito a fermarla. Dovevano andare mettere una bomba, usare l’opzione nucleare, era l’unica cosa che potevano fare per fermarla”. A parlare è Matthew Caruana Galizia, i figlio della giornalista maltese uccisa in un attentato nell’ottobre 2017, che ha portato alla luce la corruzione nel suo paese, anche da parte di esponenti governativi.

Reporter affermato anche lui, nel 2018 ha deciso di lasciare il suo precedente impiego per continuare a lavorare sul caso intorno all’assassinio della madre. “Non abbiamo mai pensato che qualcuno potesse piazzare una bomba nella macchina di mia madre – ha detto -, ma nel momento in cui ho sentito l’esplosione non è stata una sorpresa, ho capito immediatamente di cosa si trattava”. Ora segue le indagini sull’omicidio.

Il punto di svolta

Dalla palude del riciclaggio di denaro, da una inchiesta condotta da polizia maltese e Interpol, una delle tante che si aprono a Malta da quando l’isola ha cominciato a rispondere alle richieste europee e americane e quindi a risanare i settori più controversi della sua economia di servizi finanziari innovativi, è improvvisamente emerso il possibile uomo chiave nell’omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista fatta saltare in aria col tritolo il 16 ottobre 2017.

Lo hanno arrestato in segreto giovedì. Ed ora è arrivata la conferma e la decisione di concedergli la grazia se deciderà di parlare. “So chi è il mandante della bomba della Caruana” ha detto l’uomo dopo l’arresto legato ad un’altra indagine, spiegando agli inquirenti di essere stato lui “l’intermediario” tra chi aveva deciso che Daphne doveva morire ed i tre presunti autori materiali, arrestati già due mesi dopo l’assassinio (Vincent Muscat ed i fratelli Alfred e George Degiorgio).

I suoi avvocati nei giorni successivi hanno fatto sapere che avrebbe parlato in cambio di un condono tombale di tutti i suoi reati, da ottenere tramite una grazia presidenziale che a Malta soltanto il primo ministro ha il potere di raccomandare al Presidente della Repubblica. Ed il premier Joseph Muscat, dopo una consultazione con Procuratore generale e capo della polizia, ha annunciato di aver “deciso da solo”, ovvero senza consultazione del gabinetto, per il sì: proporrà la grazia, ma “a condizione” che l’uomo fornisca elementi decisivi e prove certe valide in tribunale, per l’incriminazione del mandante dell’assassinio della giornalista.

“Ho dato al Procuratore generale un mandato per negoziare passi senza precedenti con l’avvocato della persona arrestata” ha detto Muscat in una conferenza stampa improvvisata all’ingresso del palazzo del governo a La Valletta, precisando che l’uomo dovrà però “cooperare” in tutti i casi in cui è coinvolto e che potrebbero riguardare altri omicidi, altrettanto brutali ma meno mediatici. “Se le informazioni che fornirà saranno sufficienti ad incriminare il mandante dell’omicidio Caruana, riceverà il perdono presidenziale” ha scandito.

Ufficialmente il nome dell’aspirante ‘gola profonda’ è secretato e l’uomo è tenuto sotto massima protezione in una località segreta, ma l’edizione online di Malta Today ha fatto il nome di tale Melvin Theuma, un tassista maltese con cospicui precedenti nel campo dell’usura. Quali siano le ramificazioni della sua attività, in un campo, quello del riciclaggio, in cui a Malta sono risultati coinvolti esponenti legati a un po’ tutte le mafie d’Italia, sono tutte da verificare. E Muscat ha messo in guardia dagli entusiasmi. “La polizia dovrà continuare a parlare con la persona per ancora un certo numero di giorni”, ha detto aggiungendo: “Se mi chiedete per quanto tempo dovremo aspettare, dico che non penso che sia questione di mesi, ma neppure di un paio di giorni. Diciamo una via di mezzo”.

Mentre sui social non sono mancate le critiche di chi sospetta che la presunta “gola profonda” faccia nomi di comodo, il leader dell’opposizione, il segretario del Partito Nazionalista Adrian Delia, ha invece sostenuto la decisione senza precedenti del premier Muscat affermando che lo Stato deve fare tutto il possibile per arrivare alla verità sull’omicidio della giornalista che rivelava e raccontava le malefatte di mezza Malta.

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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