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Le Sardine “vere” e come cucinarle

Il pesce, in genere e le sardine, in particolare sono una grande risorsa per le nostre tavole. Il mare e infine la cucina esaltano il loro vero valore.

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-12-16 16/12/2019 ore 8:30

Le sardine sono anche pesci  definiti “azzurri” ma, in realtà, dai mille riflessi, sono di poco prezzo, di facile reperibilità ed estremamente adatti a infinite ricette.

Naturalmente le brevi indicazioni che vi diamo si riferiscono al pesce “pescato e cotto” o “pescato e conservato” in vari modi.

Comunque NON è difficile pulire le sardine. Prima di tutto va tolta la “testa” e poi la lisca centrale (o spina dorsale). In alcuni casi (antipasti, torte al forno, verdure ripassate…) sono ottime anche quelle sotto sale (prima vanno sciacquate a lungo) o quelle sott’olio. Ormai tutte le regioni mettono in tavola (mai in piazza) tipiche e sempre gustose ricette. In padella, fritte, al forno, con la pasta, con le patate o le cipolle sono sempre estremamente “versatili”, duttili e adattabili. Bisogna prenderle, appena inizia il periodo della pesca. Perchè la vita della sardina “libera” dura al massimo 5 anni ed anche cotta e ben stipata nel frigo è meglio farla fuori al più presto. Si deteriora con grande facilità e un consumo inappropriato può essere estremamente pericoloso. Anche per le sardine c’è il momento della “passata” o meglio “migrazione ittica” comune ad altre specie. Spesso il “movimento” di massa di tali soggetti è sconosciuto. Ma, così, come arrivano, all’improvviso, in grandissimi
assembramenti altrettanto e sempre all’improvviso spariscono.

Nei giorni della “passata” sono il pasto preferito di gabbiani e di altri pesci di maggiori dimensioni che amano vivere nel profondo e buio delle acque. Senza dimenticare le reti ( a maglie strette che consentono una cattura senza possibilità di fuga) di pescherecci di ogni ordine e grado.

Insomma, le sardine, devono guardarsi attentamente da vari pericoli; per loro, sempre e comunque fatali.

Amano, per natura, stare ammassate e muoversi in banchi compatti e imponenti.      Ma questo, purtroppo, le rende ancor più facile preda. Acchiappata una le altre le van dietro alla grande. Ne restan ben poche, di tutto quel turbinio iniziale. Povere sardine!

Ed ora passiamo ad una ricetta.                                                                                        Tegame di sardine al forno (ottimo per la vigilia di Natale che bandisce la carne)
Dosi per 2 persone (giusto per farci la mano)
Esecuzione : facile
Tempo di preparazione: circa 20′
cottura: 30 ‘

Ingredienti
400 g di sardine fresche (non ancora geneticamente ibridate)
4/5 pomodorini datterini
pangrattato
aglio
prezzemolo
olio
sale
pepe
vino bianco
Un filo d’olio sul fondo della teglia e poi via con le sardine a raggiera e tutti gli altri ingredienti. Se vedete che i commensali aumentano al solo pensiero di papparsi le sardine, nessuna paura: basta aumentare le dosi e mettere i pesciolini su più strati. Qualcuno aggiunge anche delle patate tagliate fini fini. Quando vedrete la preparazione cangiare di colore e assumere quel tono indefinibile tipico del “sono cotto a puntino” potete portare in tavola. Un consiglio, a monte di tutto: le sardine hanno un odore forte e persistente quindi, è bene lavarsi le mani più volte dopo averle lavorate.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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