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Domenica 26 si vota in Emilia-Romagna e Calabria

Zingaretti spera nelle “sardine”. Il loro impegno contro il sovranismo di Salvini rappresenta un inatteso salvagente per la sinistra

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2020-01-21 21/01/2020 ore 18:00

 

Domenica 26 gennaio in Emilia-Romagna e Calabria si votera’ per il rinnovo dei consigli regionali e del presidente.

Un voto importante, anche se dalle parti di Palazzo Chigi si tende a sminuire questi due appuntamenti elettorali a semplici consultazioni locali, senza alcuna influenza a livello nazionale.

Il fatto e’ che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non vuole assolutamente legare le sorti del suo esecutivo ai risultati di domenica. Una scelta dettata dalla memoria del triste epilogo del premierato di Massimo D’Alema e che sconfinò nella  vittoria del centro-destra. Era il 2000 e D’Alema affidò la sua posizione di capo del governo all’esito, quasi mai determinante, di una consultazione regionale.

In effetti, si tratta di un voto che interessa solo due regioni e che i chiamati alle urne sono circa 4 milioni (3 milioni e mezzo in Emilia-Romagna e 500 mila in Calabria) quando il corpo elettorale italiano supera i 51 milioni. Quindi alle due consultazioni e’ chiamato meno di un decimo dell’elettorato nazionale. Troppo poco per avere una valenza nazionale.

Ma il voto a Bologna e dintorni ha un valore che travalica la consistenza dei votanti.

Il fatto e’ che la regione emiliana ha un alto peso simbolico per la sinistra italiana.

Ininterrottamente governata dal 1970 (anno in cui si svolsero le prime elezioni per le regioni a statuto ordinario) prima dal Pci, e poi dal Pds, dai Ds e dal Pd, l’Emilia-Romagna e che insieme con la Toscana, e’ motore pulsante per il partito guidato ora da Nicola Zingaretti.

E’ una regione dove l’attuale Pd ha forgiato uno straordinario connubio tra politica ed economia con uno stretto rapporto con il mondo cooperativo. E da qui, inoltre, proviene una larga parte della dirigenza di centrosinistra (per restare agli ultimi decenni, Romano Prodi e Pier Luigi Bersani ed oggi il capo della delegazione ministeriale del Pd nel governo Conte-bis, Dario Franceschini).

Perdere l’Emilia-Romagna sarebbe quindi per la sinistra italiana un colpo durissimo, quasi da KO, il che potrebbe influire sulle sorti future del governo, che già naviga nelle acque tempestose e litigiose che contraddistinguono soprattutto i rapporti tra M5S e Italia Viva di Matteo Renzi.

Lo sa bene Zingaretti e per questo si e’ attenuto, sia pure di malavoglia, alle richieste del candidato presidente del centrosinistra, l’uscente Stefano Bonaccini che giammai vuole legare la sua campagna elettorale all’attività del governo, vista anche la disastrosa esperienza umbra e della “fotografia di Narni”.

Strana comunque la campagna elettorale in regione. Mentre Bonaccini non ha voluto impegnare il suo segretario nazionale ed i ministri del Pd nella  battaglia per la riconferma, la sua rivale piu’ accreditata, la leghista Lucia Bergonzoni, affida tutte le sue chanches di vittoria alla costante presenza di Matteo Salvini che ha percorso in lungo ed in largo tutto il territorio regionale, visitando anche il più piccolo centro appenninico.

Anche se tutti i sondaggi danno un testa a testa tra Bonaccini e Bergonzoni, con il primo in leggero vantaggio, il governatore del Lazio e leader del Pd e’ fiducioso in una riconferma del suo candidato. A farlo guardare con un certo ottimismo all’esito della consultazione elettorale emiliana e’ l’exploit del movimento delle Sardine, che proprio a Bologna e’ nato per contrastare le politiche sovraniste di Salvini. Nelle piazze il successo c’e’ stato. Bisogna vedere se la piazza si trasformerà in voti nelle urne.

Quanto alla Calabria, la regione e’ già data per persa in favore del centrodestra.

 

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
154 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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