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Foibe, in Senato la celebrazione del ‘Giorno del ricordo’

E’ stato istituito come solennità civile nazionale con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004

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di Redazione | 2020-02-10 10/02/2020 ore 11:30

La cerimonia del ‘Giorno del ricordo‘, in memoria di tutte le vittime delle foibe, si terrà oggi alle 16 nell’Aula di palazzo Madama e sarà aperta dall’intervento della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, la quale ha sottolineato che “ricordare le Foibe, le decine di migliaia di vittime, l’esodo e la tragedia di centinaia di migliaia di italiani cacciati dalle proprie terre, è un imperativo morale e un insegnamento fondamentale da trasmettere alle nuove generazioni. Per troppi anni su questo dramma – ha affermato in una nota – c’è stata una sorta di guerra civile culturale che ha dato vita ad un negazionismo antistorico, anti-italiano e anti-umano”.

Per la seconda carica dello Stato, “è proprio sulla memoria delle tragedie dello scorso secolo che si basano e trovano forza e legittimazione le nostre istituzioni repubblicane, vero baluardo democratico – ha concluso – rispetto al rischio che l’odio o le discriminazioni razziali possano tornare”. Alla celebrazione parteciperanno anche il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il ‘Giorno del ricordo’ è stato istituito come solennità civile nazionale con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004 e per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “contribuisce a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi”. Queste le parole che Mattarella, ha pronunciato ieri, vigilia del ‘Giorno del ricordo’. “Queste terre – ha continuato il presidente della Repubblica – con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo. Quest’ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole”. Mattarella ha ricordato che “si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria. Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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