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Carceri: disordini a Rebibbia e Frosinone

Bloccata via Tiburtina. Bonafede, la violenza è solo da condannare e non porterà ad alcun buon risultato

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di Redazione | 2020-03-9 9/03/2020 ore 15:30

Disordini sono in corso nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso dove e’ suonato l’allarme. In alcune sezioni e’ in atto la battitura delle inferriate, mentre alcuni detenuti avrebbe tentato di scavalcare i muri dei cortili nell’area passeggio. Gli agenti di polizia penitenziaria che erano a casa perche’ osservavano il giorno di riposo o erano a fine turno sono stati richiamati in servizio.

Bloccata anche  via Tiburtina, all’altezza del carcere di Rebibbia, dai familiari dei detenuti. Secondo quanto si apprende, sul posto c’e’ la polizia. Continuano intanto le proteste all’interno del penitenziario dove sarebbero stati dati alle fiamme diversi materassi. Le uscite sono controllate dalle forze dell’ordine. Con l’emergenza Coronavirus le tensioni e le rivolte in carcere sono in tutta Italia. Una nuova protesta di detenuti è scoppiata all’Ucciardone a Palermo, dopo altre dei giorni scorsi nel resto d’Italia come a Modena e Frosinone e in altre strutture. Alla base delle tensioni le misure relative alla protezione per il Covid 19. Lo si apprende da Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, che riferisce anche di tensioni nella struttura penitenziaria di Lecce.

“Sono perfettamente consapevole che un’emergenza come quella del coronavirus possa creare tensioni all’interno di un carcere ma deve essere chiaro l’intento delle misure che abbiamo preso: e’ nostro dovere tutelare la salute di chi lavora e vive negli istituti penitenziari”. Cosi’ il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “Alcune norme previste nel decreto legge, come il limite ai colloqui fisici e la possibilita’ per i magistrati di sorveglianza di sospendere i permessi premio e la semiliberta’ – misure che valgono per i prossimi 15 giorni – hanno soltanto la funzione di garantire proprio la tutela della salute dei detenuti e tutti coloro che lavorano nella realta’ penitenziaria. Manterremo un dialogo costante, nei dipartimenti di competenza sono attive task force e si assicura la costante informazione all’interno delle strutture per la popolazione detenute e i lavoratori. Ma deve essere chiaro che ogni protesta attraverso la violenza e’ solo da condannare e non portera’ ad alcun buon risultato”, conclude.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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