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Coronavirus: dubbi sulle nuove restrizioni, il governo risponde

Senza una valida ragione sarebbe meglio restare a casa, per il bene di tutti. Ma è comunque possibile andare a fare una passeggiata, rispettando alcune regole

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di Redazione | 2020-03-13 13/03/2020 ore 11:10

I controlli dei carabinieri

Sono cessate le zone rosse. Ormai, con il Dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti. Lo chiarisce la nuova serie di risposte alle domande più frequenti sull’ultimo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il contenimento del coronavirus, pubblicate sul sito della presidenza del Consiglio. Il capitolo spostamenti è quello che finora maggiormente arrovellato i cittadini italiani. Ma la risposta è semplice: si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. E’ previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

I divieti e le raccomandazioni valgono poi anche per gli spostamenti all’interno del proprio comune, ivi comprese le regole dettate per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze di lavoro o di salute ovvero di necessità, nonché per il rientro alla propria abitazione. Se si abita in un comune e si lavoro in un altro, il fare “avanti e indietro” è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative, chiarisce palazzo Chigi per poi precisare che per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5, si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone. Una categoria a se stante sono i transfrontalieri che potranno in ogni entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa, comprovando comunque il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo. Il governo quindi chiarisce anche che ci saranno controlli, ma non posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole. E ancora chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili. Sui social sono poi rimbalzate battute sulla possibilità di gettare la spazzatura, un’attività che si può continuare a fare seguendo le normali regole già in vigore in ogni Comune. Proseguono infatti le attività di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Gli sportivi? Potrete continuare a svolgere attività motoria all’aperto purché non in gruppo e in generale potete frequentare parchi e giardini pubblici a patto che non in gruppo e che si rispetti la distanza interpersonale di un metro. Anche l’uso della biciletta viene regolamentato. La si può usare per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria. E’ consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Animali domestici? Si può continuare a portare fuori il cane limitatamente alle esigenze fisiologiche dell’animale, ma senza assembramenti e mantenendo la consueta distanza di 1 metro dagli altri. Allo stesso modo, se gli animali domestici necessitano urgentemente del veterinario vi possono essere accompagnati, mente i controlli di routine dovranno essere rinviati. No ad assembramenti dal veterinario che, come il suo personale, dovrà indossare idonei dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina).

Per i genitori separati o divorziati, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio. Si possono inoltre assistere familiari anziani adottando le dovute accortezze nei confronti di persone fragili in ragione della loro età.

Nessuna limitazione sul fronte trasporto merci. Tutte (non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci infatti è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci. Rientrano tra le categorie autorizzate a spostarsi per lavoro i corrieri e gli autotrasportatori. Quanto al trasporto pubblico non di linea, i presidenti delle Regioni possono intervenire programmando limitazioni del trasporto pubblico locale, anche non di linea, per interventi sanitari necessari, comunque assicurando i servizi minimi essenziali. Anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può a tali fini intervenire su servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo.

La modalità di “lavoro agile” (o lavoro a distanza) può essere applicata dal datore di lavoro pubblico e privato a tutti i lavoratori. Palazzo Chigi spiega che sono previste modalità semplificate e temporanee di accesso al lavoro agile e non ci sono limiti, considerato che anche la normativa vigente prima dello stato d’emergenza sanitaria non prevedeva una soglia massima di lavoratori in questa modalità. In merito al capitolo uffici pubblici il Dpcm prevede la loro aperura su tutto il territorio nazionale. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche. Il decreto, però, dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione, ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle. Se un dipendente pubblico che ha sintomi febbrili rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da Covid-19, non si applicherebbe la decurtazione. Le nuove misure poi incentivano il ricorso allo smart working anche nel pubblico, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

In tema di scuola il decreto prevede che sino al 3 aprile 2020 sia sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. E ancora, al fine di limitare rischi specifici di contatto, sono sospese tutte le attività socio-educative erogate nei confronti dei minori, quindi anche per bambini e ragazzi sopra i sei anni.

Numerose le disposizioni del decreto per gli studi universitari. Come per le scuole fino al 3 aprile 2020 è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca. Si possono tuttavia continuare a tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal Dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità. Potrà poi anche continuare a tenersi il ricevimento degli studenti e le altre attività: corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità. Quanto ai corsi per le specializzazioni mediche, dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca. Infine il capitolo Erasmus. Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.

In merito ai servizi sociali, sono sospese soltanto le attività dei servizi diurni con finalità meramente ludico ricreative o di socializzazione o animazione che non costituiscono servizi pubblici essenziali. I centri elencati, che assicurano servizi strumentali al diritto alla salute o altri diritti fondamentali della persona (alimentazione, igiene, accesso a prestazioni specialistiche ecc.), possono proseguire la propria attività. Devono comunque garantire condizioni strutturali e organizzative che consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

In tema di cerimonie, eventi e attività ricreative, il governo ha stabilito che su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati). E ancora, fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro. Chiusi invece su tutto il territorio nazionali teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura, così come i circoli ricreativi per persone anziane autosufficienti.

Le riunioni racchiudono in sé il concetto di assembramento, il decreto quindi prevede che non si tengano le assemblee condominiali, a meno che non si svolgano con modalità a distanza, assicurando comunque il rispetto della normativa in materia di convocazioni e delibere. Vietate poi anche le assemblee per il rinnovo di organi elettivi in scadenza delle associazioni per le quali valgono le regole che si applicano alle assemblee condominiali.

Fase critica anche per il turismo. Sull’intero territorio nazionale, infatti, gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.

Infine, agricoltura e pesca. Non sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca, tantomeno sono in campo limitazioni nei confronti di imprenditori agricoli, lavoratori agricoli, anche stagionali in relazione alla loro attività lavorativa. Infine il decreto prevede la continuità, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. La continuità dell’attività è garantita anche per il settore della pesca.

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