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Anziani ricoverati volutamente “esclusi” da ogni aiuto

Gli anziani delle case di riposo NON godono di alcuna considerazione e protezione contro il virus e la segregazione. Le RSA diventano, con l’avvallo del silenzio, lager infetti

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-03-27 27/03/2020 ore 12:30

Li pensavamo al sicuro, i nostri anziani, ricoverati nelle strutture dedicate. Li sappiamo vecchi e con mille acciacchi e siamo ben consci della loro fragilità.

Però, con tutte le restrizioni imposte (nessuna visita parentale, nessuno scambio possibile fra esterno ed interno, cancellata anche la classica “ora d’aria”) ci sentivamo abbastanza tranquillizzati da quella “clausura” salvifica.

E invece NO.

Mai come ora i più deboli sono diventati obbiettivo facile per il virus. E difatti, i decessi si moltiplicano vuoi per il Covid vuoi per una nuova fiammata influenzale, spesso, fatale.

Oggi sappiamo che devono stare segregati nelle proprie camere, che quella piccola animazione pomeridiana è stata cancellata (per evitare assembramenti) che i 3 pasti vengono consumati in solitudine e che può ritenersi fortunato il ricoverato che dalla sua finestra chiusa vede un pezzetto di cielo.

Le voci sono rassegnate e le telefonate quasi una tristezza. Perchè in fondo al loro cuore soffrono questo stato di abbandono e ne sono coscienti. Un’inedia psicologica che li avvolge e li travolge.

Sono eroici i medici e tutto il personale che, sempre più ridotto, cercano di mantenere dritta la barra del timone in un mare da paura. Con loro, proprio, non possiamo prendercela.

MA CON LE ISTITUZIONI SI e con la violenza della delusione e del dolore. Abbiamo affidato loro i nostri familiari con la massima fiducia e in cambio riceviamo silenzio e il sotteso arbitrio che fa dei vecchi “una seconda scelta”.

Ma l’infamia, prima o poi viene a galla, ed eccola qui in tutta la sua crudeltà, nella sua calcolata disparità di trattamento.

Per le case di riposo NON ci sono mascherine, camici, guanti e tutti i presidi protettivi necessari.

Per le case di riposo NON E’ ASSOLUTAMENTE PREVISTO IL TAMPONE, nemmeno a pagarlo privatamente. Se Covid dev’essere che si prenda pure tutti gli anziani che vuole!

Questo è il succo di una scelta non scritta ma applicata con rigore e sorda a tutte le richieste di aiuto che, ogni giorno, arrivano da tutta Italia.

Potremmo aggiungere altre considerazioni feroci ma inutili di fronte alle colonne di mezzi dell’esercito che, cariche di bare, attraversano l’Italia.

Pretendiamo per tutti i nostri anziani un trattamento equo (così come pare avvenga per il Lazio), dignitoso e doveroso (non fosse altro per i contributi versati a quel baratro chiamato INPS).

E maggior attenzione pretendiamo anche per tutto il personale sanitario che, senza supporti, può diventare un’infinita fonte di contagio.

Ma dov’è finito l’Istituto Speriore di Sanità, dov’è l’OMS, dietro a quale obbligo politico s’è nascosto il Ministro della Sanità? E la Corte Europea dei diritti dell’Uomo?

L’inadempienza di tutte le Istituzioni è talmente condannabile da lasciare una macchia indelebile su questa emergenza e forse nella storia.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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