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L’Italia mantiene la quarantena per viaggiatori extra Schengen

L’Ue riapre da oggi le frontiere a 15 paesi extra europei: restano fuori, tuttavia, Usa, Russia e Brasile

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di Redazione | 2020-07-1 1/07/2020 ore 10:30

L’Ue riapre da oggi le frontiere a 15 paesi extra europei: restano fuori, tuttavia, Usa, Russia e Brasile. È quanto deciso dai governi dei paesi membri dell’Ue, che hanno fatto le loro valutazioni sulla situazione epidemiologica legata al Covid-19 e hanno quindi indicato quei paesi indicati come sufficientemente sicuri. La lista dei paesi i cui cittadini sono ammessi nell’Ue e nell’area Schengen a partire da domani comprende Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia e Uruguay. La decisione a livello europeo, tuttavia, è un’indicazione orientativa e non vincolante: ogni singolo paese membro, infatti, sarà libero di decidere come riaprire le proprie frontiere. L’Italia ha votato a favore dell’approvazione della lista, mentre secondo quanto si apprende Svezia e Polonia si sarebbero astenute. Nella lista c’è anche la Cina, per cui vige tuttavia la condizione di reciprocità: ovvero le autorità di Pechino dovranno accettare l’ingresso di cittadini di paesi membri dell’Ue nel territorio del paese asiatico. Restano fuori dalla lista, invece, Brasile, Russia, India, Turchia, Israele e Usa.

L’Italia, secondo quanto annunciato ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, manterrà le misure restrittive contro la diffusione del coronavirus nei confronti dei paesi non appartenenti all’area Schengen, anche se considerati sicuri dall’Ue. Il governo di Roma ha approvato un’ordinanza con la quale si impone la quarantena obbligatoria e la sorveglianza sanitaria per tutti i viaggiatori provenienti da paesi non europei, che da oggi potranno entrare in territorio italiano solo per motivi di studio, lavoro, salute e motivata emergenza. Speranza ha affermato che in questo modo l’esecutivo ha voluto mantenere una “linea della prudenza”, al fine di evitare che si possano innescare nuovi focolai di contagio da coronavirus

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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