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Conte: possibile proroga dello stato d’emergenza al 31 dicembre

Nessuna decisione presa, ci sarà provvedimento ad hoc. Il timore resta quello di una seconda ondata in autunno

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di G.I. | 2020-07-10 10/07/2020 ore 15:17

La proroga dello stato di emergenza per il Coronavirus arrivera’ tramite un provvedimento ad hoc: nessuna decisione ufficiale e’ ancora stata presa sulla nuova data di scadenza ma – secondo quanto riferiscono diverse fonti di governo – e’ probabile che venga fissata al 31 dicembre.

Ad annunciarlo lo stesso premier, Giuseppe Conte, da Venezia, alla cerimonia del Mose. “Non vi dovrete sorprendere se la decisione sarà di prorogare lo stato di emergenza” oltre il 31 luglio, ha detto il premier ai giornalisti nel corso di un punto stampa nella città lagunare, “perché se non lo prorogassimo, non avremmo più neppure i mezzi e gli strumenti per continuare a monitorare, per poter intervenire”. E poi ha ribadito: “Ragionevolmente andiamo verso la proroga dello stato di emergenza”, posto che si tratta di una decisione, ha rimarcato, che il Consiglio dei ministri deve assumere collegialmente.

Una scelta, questa, legata ai timori di una seconda ondata di coronavirus.

Ora, per passare dalle parole ai fatti, serve una nuova delibera del Consiglio dei ministri, dopo quella del 31 gennaio 2020, pubblicata sulla gazzetta Ufficiale del 1° febbraio 2020 n. 26, che aveva dichiarato per sei mesi lo “stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

A preoccipare sono soprattutto i casi di importazione dall’estero, soprattutto dal Bangladesh, dove al 9 luglio si contavano ben 107 contagi, ha spinto il Comitato tecnico scientifico e il ministero della Salute a invocare la proroga. Sotto la lente i casi di importazione che vengono sempre più filtrati negli scali aeroportuali e hanno spinto il ministro della Salute Roberto Speranza a bloccare ingresso e transito in Italia da 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Il timore resta quello di una seconda ondata in autunno, alla quale mettere freno con dpcm e ordinanze per contenere subito eventuali focolai.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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