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Coronavirus: contagi ritorno spaventano Italia, “stop” a 13 paesi

Il ministro della Salute Roberto Speranza:"Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi"

Dopo oltre un mese dalla riapertura delle frontiere il 3 giugno, i contagi di ritorno, provenienti da paesi con una situazione epidemiologica ben peggiore della nostra, spaventano l’Italia. “Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi”, ha scandito il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di ingresso e di transito da 13 paesi considerati a rischio.

C’e’ il Bangladesh, da cui e’ nato l’allarme per i diversi focolai scoppiati in Italia da persone tornate da quel paese, e il Brasile, dove l’epidemia galoppa. E ancora: Armenia, Bahrein, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Peru’, Repubblica Dominicana. Da questi paesi sono sospesi anche i voli diretti e indiretti. Un “serrate le fila” che viene dopo diversi giorni di decisioni via via piu’ restrittive, contestualmente con gli allarmi lanciati da diverse regioni, a partire dal Lazio.

Prima la scelta di lasciare l’obbligo di quarantena per gli arrivi da tutti i paesi extra-Schengen, escludendo la possibilita’ di deroghe come stabilito invece da altri paesi Ue. Poi l’esplosione del caso Bangladesh nel Lazio, con diverse decine di positivi trovati nei giorni scorsi e l’incredibile dato dello screening su un volo speciale da Dacca dove 38 passeggeri su 215 sono risultati positivi, che ha portato martedi’ scorso allo stop per tutti i voli da quel paese. Ma il problema si e’ rilevato piu’ ampio, sia a causa della possibilita’ di “triangolare” i voli per evitare di arrivare direttamente dal Bangladesh, sia perche’ non e’ certo il paese asiatico l’unico da cui nell’ultima settimana sono stati registrati casi di contagio di ritorno. Ecco perche’ la decisione di interdire l’arrivo ai cittadini del Bangladesh (l’altro ieri da un volo da Doha non sono fatti scendere i passeggeri bengalesi, che hanno dovuto fare ritorno in Asia), e infine ieri quella di chiudere agli arrivi da 13 paesi.

Intanto, e’ soprattutto il Lazio a pagare lo scotto dei contagi di ritorno, a causa della presenza dell’hub internazionale di Fiumicino.

I numeri parlano chiaro: dei 28 nuovi casi registrati ieri, 18 sono nell’ambito della comunita’ bengalese, oltre a uno dalle Canarie e uno dal Brasile. Ed e’ originario proprio del Bangladesh l’uomo di 53 anni che nonostante fosse positivo al coronavirus, e in isolamento fiduciario, e’ comunque salito su un treno viaggiando per l’Emilia Romagna e poi rientrando a Roma, dove e’ stato fermato alla stazione Termini, febbricitante e scosso dalla tosse, e denunciato. Altro piccolo campanello d’allarme, in un giorno in cui a livello nazionale i nuovi casi salgono a 229 contro i 193 dell’altro ieri.

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Pubblicato da Redazione

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