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Recovery fund, raggiunto accordo. Conte: “Giornata storica”

“Con 209 miliardi l’Italia può ripartire con forza”, ha detto il premier

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di Redazione | 2020-07-21 21/07/2020 ore 9:40

Un braccio di ferro durato quattro giorni che ha visto come principali antagonisti l’Italia e i Paesi Bassi e, nel mezzo, i vertici dell’Unione europea oltre a Francia e Germania, nel ruolo di mediatori. Quel che emerge dai lunghissimi quattro giorni di negoziato svoltisi fra i 27 capi di Stato e di governo a Bruxelles sono un Quadro finanziario pluriennale da 1.074 miliardi di euro e un fondo per la ripresa per rispondere all’emergenza provocata dal Covid-19 pari a 750 miliardi.

Di queste risorse, all’Italia spetteranno circa 209 miliardi di euro: 81,4 miliardi di sussidi e 127,4 miliardi sotto forma di prestiti. Rispetto alla proposta iniziale presentata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in base alla quale all’Italia sarebbero spettati 172,7 miliardi – 81,8 in sovvenzioni e 90,9 come prestiti –, quella attuale assegna all’Italia 36 miliardi di euro in più. Si tratta sicuramente di un risultato importante, come rimarcato dallo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di questa mattina. Conte ha sottolineato la durezza del negoziato con i cinque paesi frugali – Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia –, ma ha anche affermato di non aver mai avuto dubbi sul fatto che si sarebbe giunti a un accordo.

A parlare per primo, tuttavia, è stato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che dopo aver annunciato sul suo profilo Twitter l’accordo raggiunto, si è presentato insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dinnanzi ai microfoni della stampa annunciando trionfalmente che “l’Europa ce l’ha fatta”. “Sono stati giorni difficili per i cittadini europei, ma quello che abbiamo raggiunto è un ottimo accordo, solido ed è quello giusto e che serve l’Europa”, ha detto Michel, secondo cui “abbiamo dimostrato unità, solidarietà e che tutti noi crediamo nel nostro futuro comune e questo significa che l’Ue è forte”. “Abbiamo negoziato sui fondi ma non si è parlato di soldi, ma di famiglie, lavoratori, del loro benessere”, ha aggiunto Michel, secondo cui l’accordo raggiunto “verrà visto come un momento di svolta nella storia dell’Europa, sarà la prima volta che il nostro bilancio sarà collegato agli obiettivi climatici, che lo stato di diritto diventa un criterio decisivo, e che tutti abbiamo deciso di rafforzare le nostre economie con un piano di rilancio”.

La presidente von der Leyen ha commentato l’esito positivo dei lunghi negoziati culminati oggi in un’intesa. “Abbiamo ancora molto lavoro di fronte a noi, ma questa notte ha segnato un grande passo verso la ripresa” economica dell’eurozona, ha dichiarato von der Leyen nel corso di una conferenza stampa, dopo l’annuncio dell’accordo tra i capi di Stato e di governo dell’Ue. La presidente della Commissione Ue ha affermato che “quattro lunghi giorni e notti, e oltre 90 ore di negoziati” sono stati “fruttuosi”, dal momento che sono culminati in una intesa di principio sul piano di un fondo per la ripresa da 750 miliardi di euro. Von der Leyen ha aggiunto che il piano verrà ora sottoposto all’esame del Parlamento europeo per l’approvazione. Il bilancio discusso dai leader europei, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, “alimenterà l’European Green deal (il cambio di paradigma verso una crescita ecosostenibile), e accelererà la digitalizzazione dell’economia europea”.

L’Italia è soddisfatta del negoziato europeo sul piano per la ripresa: è un risultato “ambizioso che consentirà di affrontare la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 con forza ed efficacia”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina a Bruxelles. “È un momento storico per l’Europa e per l’Italia. La visione e la determinazione con cui abbiamo perseguito questo obiettivo sono state premiate”, ha detto Conte. “Il piano è davvero consistente: 750 miliardi di euro, di cui il 28 per cento andranno all’Italia, una somma pari a 209 miliardi”, ha aggiunto il premier. “Abbiamo addirittura migliorato” la situazione a nostro favore “se consideriamo la proposta originaria della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: abbiamo conservato gli 81 miliardi di sussidi, e abbiamo notevolmente incrementato i prestiti da 91 a 127 miliardi”, ovvero ben 36 miliardi in più. Grazie all’accordo raggiunto oggi a Bruxelles c’è la possibilità di far ripartire l’Italia con forza: e ora di correre e intraprendere un percorso di crescita economica e di sviluppo sostenibile, ha aggiunto il premier. “Abbiamo la concreta possibilità di rendere l’Italia più verde, digitale, innovativa, di investire nella scuola, nell’università, nelle infrastrutture”, ha detto Conte. “Abbiamo ottenuto questo risultato, tutelando la dignità di questo paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie”, ha proseguito il premier, secondo cui sono stati “respinti tentativi insidiosi” di minare il progetto europeo, inserendo nel piano di ripresa “logiche di veto incrociati”.

E proprio il rischio di veti, ovvero il negoziato sulla governance del fondo per la ripresa, è stato uno dei temi su cui Conte ha rimarcato il lavoro svolto in questi quattro giorni, affermando che non avrebbe mai concesso ad alcun paese il diritto di veto o intromissione sull’attuazione del piano di rilancio nazionale. “Non ho mai pensato che potesse saltare l’accordo sulla base dei problemi di governance. Avevamo una linea rossa che non avremmo mai lasciato che nessuno oltrepassasse: non avrei mai concesso ad alcun paese il diritto di veto o intromissione sull’attuazione del piano di rilancio nazionale”, ha detto Conte. “È giusto che ci sia un sistema di verifica che sia stato concepito sullo stato di avanzamento dei progetti. Ma era inaccettabile che un singolo paese potesse decidere sino al veto delle erogazioni dei fondi. Non l’avrei mai concesso, non l’ho concesso e sono soddisfatto del risultato raggiunto”, ha detto Conte. “C’è anche la possibilità con il freno d’emergenza, se c’è il sospetto che ci siano deviazioni significative, di portare la questione in casi eccezionali al Consiglio europeo, ma nessun paese può invadere le competenze della Commissione nella fase attuativa del piano”, ha detto il presidente del Consiglio.

Durante la conferenza si è parlato anche del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) che Conte ha ribadito non essere un obiettivo dell’Italia, mentre il piano per la ripresa adottato oggi è dotato di strumenti di assoluto interesse. “La mia posizione sul Mes non è mai cambiata: non è il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo è valutare qual è il quadro di finanza pubblica, e una volta definiti tutti gli strumenti a disposizione utilizzare quelli che sono nel migliore interesse dell’Italia”, ha detto Conte. “Il piano odierno di 209 miliardi di euro è nell’assoluto interesse dell’Italia: ci sono prestiti convenienti, con una maturità lunghissima. Spero che questo contribuirà a distrarre l’attenzione morbosa che c’è sul Mes”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. Conte ha dedicato, infine, una battuta sulla task force operativa che si occuperà di selezionare i progetti meritevoli di ottenere dei fondi europei, una questione definita come una delle priorità del governo. “Dovrà partire al più presto”, ha detto Conte. “Noi abbiamo già lavorato al piano di rilancio ed elaborato dei progetti. Rimane un ultimo confronto con le opposizioni dopo di che avremo un quadro definito. Dovremo declinare la priorità dei progetti e selezionare quelli con prospettiva europea”, ha detto Conte. secondo cui sono stati “respinti tentativi insidiosi” di minare il progetto europeo, inserendo nel piano di ripresa “logiche di veto incrociati”.

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