torna su
28/09/2020
28/09/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Bonus Covid, pugno duro Lega. E spunta ‘furbetto’ M5s

Rizzone l’ultimo nome. Crimi,massima severità. Zaia sacrifica vice

Avatar
di Redazione | 2020-08-14 14/08/2020 ore 9:30

Alla vigilia del “processo” alla Camera sui politici che hanno chiesto il bonus covid, spunta anche l’ultimo nome che mancava all’appello dei ‘furbetti’ sospettati. Si tratta del pentastellato Marco Rizzone deputato e membro della Commissione Attivita’ produttive e di quella di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. E se la Lega ha tagliato il filo coi suoi “imputati”, sospendendo due deputati, bloccando la ricandidatura in Veneto dei consiglieri regionali e del vicepresidente della giunta finiti nella bufera e chiedendo, con Matteo Salvini, che “anche gli altri facciano altrettanto”, la risposta dei 5 stelle non si e’ fatta aspettare.

“In relazione alla vicenda del bonus da 600 euro, destinato a partite IVA, lavoratori autonomi e professionisti – scrive in serata Vito Crimi – ho deferito il deputato Marco Rizzone al collegio dei probiviri chiedendone la sospensione immediata e massima severita’ nella sanzione”. Completato il quadro di chi ha preso, tra i parlamentari, il bonus (mancano solo i due che lo hanno richiesto ma se lo sono visti rifiutare), ora la palla passa all’ “udienza” di oggi in commissione Lavoro, a Montecitorio. Qui ascoltato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, chiamato a fare i nomi dei politici coinvolti nella vicenda bonus covid. Tridico si presentera’ da testimone, ma un po’ anche da imputato. Da giorni, dal centrodestra e da Italia Viva arrivano richieste per le sue dimissioni, sia per il modo con cui e’ uscita la notizia dei “furbetti”, sia per la gestione dell’istituto.

“Mi domando cosa aspetti a lasciare. Ha pagato i bonus ai parlamentari e non le cig”, ha detto Salvini. Tridico sara’ collegato in videoconferenza con l’ufficio di presidenza della commissione lavoro della Camera e con i capogruppo dei vari partiti. Ironia del caso, per la Lega, la “designata” sarebbe stata Elena Murelli che, pero’, insieme ad Andrea Dara e’ stata sospesa dal partito proprio per la vicenda bonus. Sara’ quindi sostituita da Andrea Giaccone. Sulle modalita’ della seduta c’e’ stata un po’ di polemica. Nel primo pomeriggio di ieri il deputato di Fdi Walter Rizzetto ha attaccato: “Si chiede trasparenza, ma poi la si nega. L’audizione non sara’ trasmessa in streaming per non meglio precisati problemi tecnici”. Con la capogruppo a Montecitorio Mariastella Gelmini, Forza Italia si e’ associata, chiedendo l’intervento del presidente della Camera Roberto Fico. Il caso e’ stato chiuso qualche ora piu’ tardi dalla presidente della commissione, la dem Debora Serracchiani: “La trasmissione via web tv avra’ luogo e la trasparenza sara’ assicurata”, ha spiegato, e “non perche’ lo chiede un singolo parlamentare o gruppo”, ma perche’, come da regolamento, in giornata si sono detti d’accordo i tre quarti dei gruppi. L

a vigilia dell’audizione, intanto, ha visto cadere le prime teste, tutte di esponenti della Lega: “Non siamo a fare la teoria del complotto, due dei nostri hanno sbagliato e pagano”, ha detto Salvini parlando dei deputati.

Sul “caso Veneto”, il governatore Luca Zaia e’ stato piu’ solenne: “C’e’ una giustizia divina e ce n’e’ una umana”, ha detto, annunciando che non si ricandideranno con la Lega il vicepresidente della giunta Gianluca Forcolin e i consiglieri regionali Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli. Anche se Salvini uno spiraglio lo ha lasciato aperto: “Mi dispiace per chi non verra’ ricandidato, se ne riparlera’ la prossima volta”. In ogni caso, “non e’ la fine del mondo – ha aggiunto – in Veneto vinceremo con almeno il 70% dei consensi”. La vicenda bonus tocca piu’ regioni.

In Emilia Romagna, il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi e’ stato sospeso dal partito.

Nel Lazio l’ex sindaco di Amatrice e ora consigliere regionale di Fdi, Sergio Pirozzi, ha fatto sapere di non aver beneficiato direttamente del bonus, ma che lo ha chiesto sua moglie “autonomamente per mandare avanti la piccola edicola che gestisce ad Amatrice. Non avrei potuto impedire che effettuasse una legittima richiesta per far sopravvivere la sua attivita’”, ha spiegato Pirozzi.

Leu chiede invece di allargare il campo: “L’Inps faccia anche i nomi di quegli imprenditori che hanno richiesto la cassa integrazione pur non avendo avuto calo di fatturato oppure hanno messo in cassa integrazione i lavoratori facendoli poi lavorare da casa in smart working”.

Stampa

tagsbonus, covid, inps

A proposito dell'autore

Avatar
23753 articoli

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014