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In un giorno 2000 rientri a rischio, code per i test a Fiumicino

Nello scalo romano sono state allestite dodici cabine per effettuare il tampone nasofaringeo

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di Redazione | 2020-08-17 17/08/2020 ore 9:30

Passeggeri all'interno dell'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino

Le code ai box allestiti all’aeroporto di Fiumicino, per fare i test rapidi sul Covid, sono cominciate fin dalla mattina di ieri. Si calcola che nel solo scalo romano sono stati 2mila gli arrivi ‘a rischio’, ovvero da quei Paesi meta di vacanze ad alto numero di contagi: Spagna, Grecia, Croazia e Malta. Sono infatti proprio i rientri a preoccupare e a fare aumentare il numero, anche ieri, di nuovi casi: uno su tre ne Lazio, il 40 per cento in Toscana ma un po’ in tutte le regioni con nuovi contagi si debbono mettere in lista quelli da rientro dalle vacanze. Il Veneto in due giorni ha eseguito 12mila tamponi, dei quali un migliaio direttamente agli aeroporti: quasi 400 i tamponi cui si sono sottoposti i viaggiatori in arrivo al ‘Marco Polo’ di Venezia, circa 500 quelli effettuati al ‘Catullo’ di Verona negli ultimi giorni.

In Liguria sono arrivate al sistema sanitario regionale circa mille segnalazioni di persone rientrate da viaggi in Paesi a rischio che hanno chiesto tamponi. In Friuli Venezia Giulia stesso trend: 5mila richieste. A Fiumicino, lo scalo con il maggiore traffico di passeggeri, sono state allestite dodici cabine per effettuare il tampone nasofaringeo. Le persone sono state poi mandate a casa con l’obbligo di isolamento in attesa della comunicazione da parte della Asl per l’esito dell’esame e la procedura da seguire nei giorni successivi.

Il sistema dei test all’arrivo sara’ replicato anche in Lombardia negli scali di Linate e Malpensa; le postazione dovrebbero essere pronte a meta’ della settimana.

Chi arriva invece ad Orio al Serio ha la possibilita’ di recarsi nel vicino ospedale di Seriate (Bergamo) dove i test vengono eseguiti senza prenotazioni. Pronta ai test in aeroporto anche la Sicilia: nei prossimi giorni saranno attrezzati per questo l’aeroporto di Palermo e quello di Catania.

All’aeroporto di Fiumicino invece, da ieri mattina, o si arriva con un test gia’ fatto nelle 72 ore precedenti la partenza, o si fa in aeroporto (da domani il servizio sara’ attivo anche allo scalo di Ciampino), oppure, per quanto riguarda la citta’ di Roma, lo si puo’ fare in uno dei 15 drive-in che sono stati messi a disposizione. “Stiamo facendo uno sforzo massimo. Chiediamo pero’ la collaborazione di tutti”, sottolinea l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato. “La seconda ondata non esiste: e’ tutto nelle nostre mani. Se noi torniamo allo spirito del lockdown e quindi con un po’ di pazienza sottoponendoci a questi test, facciamo una cosa utile per tutti noi”, ha detto il direttore sanitario dell’ospedale Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, stamani presente allo scalo per l’avvio dei test.

I turisti italiani in rientro a Roma dai quattro Paesi segnalati hanno rispettato la disposizione e in molti hanno riferito che nelle localita’ che preoccupano, da Ibiza a Rodi, comunque le regole anti-contagio vengono rispettate. Ma e’ vero anche che diverse persone, tornate soprattutto da Malta e Corfu’, stanno allungando in queste ore la lista dei contagi in Italia. Se ai box dello scalo le file non hanno destato grandi disagi, piu’ problematica e’ invece la situazione ai drive-in della Capitale; una donna ha in queste ore denunciato sui social di avere fatto cinque ore di fila sotto il sole prima di avere potuto fare il test.

Dalla Regione Lazio assicurano che da domani queste postazioni alle quali si puo’ accedere con l’auto saranno aperte sette giorni su sette. E sempre da Roma si registra la dura posizione di Caritas: “Ai turisti che tornano dall’estero viene fatto con urgenza il tampone Covid-19, perche’ non farlo anche ai senza dimora per poterli inserire nei centri di accoglienza?”, chiede alle istituzioni locali il direttore don Ben Ambarus.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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