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Ritorno a scuola, uno studente su 5 abbandona i mezzi pubblici

Secondo un sondaggio di Skuola.net prenderanno un passaggio dalla famiglia. Oggi a Roma saranno su strada solo 20 dei primi 70 bus promessi dalla giunta Raggi

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di Redazione | 2020-09-14 14/09/2020 ore 11:00

photo crediti: Atac Roma

Le informazioni sul traffico, in vista del back to school, prevedono lunghe code sulle strade. Perché quest’anno, complici le misure anti-Covid e le probabili difficoltà nel prendere i mezzi pubblici, sono veramente tanti gli studenti che hanno già deciso di non usufruirne per recarsi nel proprio istituto. Sicuramente più degli anni scorsi. Visto che, secondo un sondaggio di Skuola.net – effettuato interpellando 3mila alunni di medie e superiori – circa 1 su 5 cambierà le sue abitudini, abbandonando il trasporto pubblico per sistemi alternativi. Complessivamente 6 su 10 eviteranno autobus, scuolabus, tram, metropolitane, treni e andranno a scuola con mezzi privati (34%) o a piedi (25%). Per organizzarsi in tal modo, inoltre, il 15% dice che la famiglia ha dovuto acquistare o noleggiare un mezzo.

Chi opterà per il trasporto privato, nella stragrande maggioranza dei casi sfrutterà il passaggio di un genitore o di un parente (74%); con un comprensibile picco alle scuole medie (87%) e una flessione tra i ragazzi delle superiori (58%). Per un tragitto che sarà coperto quasi sempre in automobile, mezzo di riferimento per oltre 9 su 10. Ma c’è anche chi (26%) proverà ad avventurarsi da solo nel traffico. Nel loro caso, il mezzo più gettonato sarà la bicicletta (45%) ma parecchi puntano sul motorino (26%); scarso appeal per microcar (5%) e monopattini (2%). Discorso diverso per i maggiorenni, agli ultimi anni di scuola, che hanno già preso la patente: quasi 1 su 2 userà la propria auto. Alla fine, stando alle intenzioni della vigilia, meno della metà dei ragazzi (41%) – ma la rappresentanza degli studenti delle medie potrebbe essere molto più esigua – si affiderà ai mezzi pubblici (36%) o agli scuolabus (5%). Una scelta, la loro, che molto spesso è ‘forzata’ per mancanza di alternative: quasi 3 su 4, potendo, ripiegherebbero volentieri su un mezzo privato. Solamente il 27% di loro prenderà i mezzi senza timori. Perché è innegabile che, su questo tema, la preoccupazione si sta facendo largo: il 62% degli utenti del servizio pubblico pensa che sarà molto difficile mantenere le distanze a bordo, il 28% è abbastanza dubbioso ma spera nella collaborazione di tutti, appena 1 su 10 non intravede grosse criticità all’orizzonte.

A Roma intanto sono attesi nuovi autobus, come promesso a fine agosto dalla sindaca Raggi che ha annunciato l’arrivo dei primi nuovi bus dei 328 acquistati per potenziare e rinnovare la flotta Atac, anche in vista della riapertura delle scuole. Ma, secondo il dorso locale di Repubblica, stamattina in strada ci saranno solo 20 nuovi bus a dispetto dei 70 promessi.

Le nuove linee guida per il trasporto pubblico locale prevedono, oltre al riempimento all’80% dei mezzi, anche l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche (mentre finora potevano essere anche di stoffa), che vale anche per i bambini sopra i 6 anni sugli scuolabus (per i quali si può superare l’80% della capienza, solo se il percorso sarà inferiore ai 15 minuti). Dopo il banco di prova del Tpl, il prossimo step saranno i treni a lunga percorrenza, dove resta il riempimento al 50%.

“Apprendiamo che, secondo uno studio dell’Agenzia della Mobilita’, con la ripresa delle scuole il 14 settembre oltre il 25% delle 6.438 fermate bus di superficie disseminate su tutto il territorio comunale sarà a rischio assembramento, e con il ritorno degli studenti, anche i convogli delle linee metro A, B e C sono destinati a saturarsi: tra Anagnina e Battistini nell’ora di punta i passeggeri aumenteranno da 5.000 a 8.000. Con Atac paralizzata, in concordato preventivo, l’unica possibilita’ per arginare l’emergenza e’ una rigida regolamentazione differenziata degli orari di uffici pubblici, scuola, commercio, servizi”. Lo affermano i co-portavoce dei Verdi-EuropaVerde di Roma, Guglielmo Calcerano e Silvana Meli.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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