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Assembramenti: zona rossa per le vie dello shopping

A livello locale servono drastiche misure per contenere se non vietare l’accesso alle vie dello shopping, assimilabili ai centri commerciali che, però, nel week end restano già chiusi

Claudio Sonzogno
di Claudio Sonzogno | 2021-02-2 2/02/2021 ore 12:29

photo credit: Roma Oggi, Ieri e Domani (immagine repertorio)

Il passaggio della maggior parte del Paese a zona gialla, e di conseguenza una nuova possibilità di spostamenti e l’accesso a bar e ristoranti, ha creato una generale euforia,  che si è tramutata, lo scorso  week end, in giganteschi assembramenti nelle via dello shopping  delle principali città.
E ciò dimostra come sottolinea la sottosegretaria alla salute, Sandra Zampa, che tanti non hanno ancora capito, soprattutto i più giovani, l’attuale gravità del contesto Covid . “E questa – sottolinea –  è una grande sconfitta collettiva della nostra società’’.

“Sappiamo che le restrizioni poste in essere nelle zone rossa e arancione sono molto efficaci – spiega in una intervista a “La Stampa”  – ma non si può dire lo stesso della zona gialla. Anche se, con i nuovi criteri più stringenti, ci si arriva in condizioni migliori a livello di contagi e ricoveri. Di certo i sindaci e gli amministratori locali devono esercitare un fortissimo controllo del territorio, anche istituendo tavoli specifici presso le prefetture – aggiunge – non deve passare il messaggio che si possano violare i divieti senza conseguenze’’.

In sostanza, se non si prendono subito adeguate misure, soprattutto per quanto riguarda le metropoli, rischiamo di essere di nuovo travolti dal Coronavirus, come è successo quest’autunno, dopo un estate che è parsa e vissuta come un ‘’liberi tutti’’.
Nel week end il centro o i centri delle grandi città diventono luoghi di ritrovo e “movida” , soprattutto per chi abita le periferie. Non tanto per fare compere nei negozi, quanto per passeggiare, in gruppi di amici, per incontrarsi e per cercare di divertirsi a tutti i costi. Un comportamento comprensibile, anzi necessario, ma che dovrebbe essere rimandato, almeno a quando il micidiale virus potrà essere sotto controllo, grazie al progredire delle vaccinazioni.

La chiusura dei centri commerciali, anch’essi considerati luoghi di assembramento e d’incontro, non basta. Occorre regolamentare anche l’accesso in alcune zone delle città. In effetti le vie del centro, con la loro infilata di negozi, sono paragonabili a “diffusi” centri commerciali. Perché allora non si prendono drastiche misure anche per inibire o contingentare gli ingressi nelle vie e nelle piazze, ormai assimilabili al concetto di ressa,  dove gi affollamenti ormai si ripetono in ogni week end?  Forse l’unica severa soluzione è quella di applicare nuovamente le restrizioni e i divieti tipiche della zona rossa, come durante le ultime festività.
Come ha rilevato la sottosegretaria Zampa non ci si può limitare a basarsi unicamente ad un disatteso  senso di responsabilità. Sindaci e Prefetture non possono tardare ad intervenire. Le ripercussioni negative sulle vendite dei negozianti dovranno essere compensate economicamente con ristori, puntuali e in linea con le reali perdite. Ma per la curva dei contagi e i morti di Covid purtroppo si deve intervenire sull’ordine e il distanziamento interpersonale.

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A proposito dell'autore

Claudio Sonzogno
174 articoli

Giornalista professionista dal 1969, ha diretto agenzie di stampa nazionali dal 1972 al 2011. Da Direttore dell'Agenzia finanziaria Radiocor e dell'Agenzia Giornali Associati, AGA, a Direttore dell'Asca, la prima agenzia italiana su Internet. Dal 2009 al 2011 Direttore dell'Agenzia APCOM/TMnews, oggi Askanews, innovativa nelle videonews. Ha collaborato con L'Espresso. Opinionista per i Gr della Rai, ha partecipato a programmi di economia. Scrive per "Prima Comunicazione".

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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