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Pd: Zingaretti, mi dimetto da segretario del partito

L’annuncio su FB. Per lui si apre la strada verso il Campidoglio?

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di G.I. | 2021-03-4 4/03/2021 ore 16:51

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e segretario Pd

“Il Pd non puo’ rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, si’, ucciderebbe il Pd. Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilita’. Nelle prossime ore scrivero’ alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale fara’ le scelte piu’ opportune e utili”. Lo annuncia su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Lo stillicidio – e’ l’incipit del post di Zingaretti – non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’e’ il problema del lavoro, degli investimenti e la necessita’ di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni. Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarieta’ per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere. Non e’ bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta piu’ e si fanno le caricature delle posizioni”. “Io – conclude Zingaretti – ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie. Ciao a tutte e tutti, a presto”.

Dopo aver annunciato le dimissioni, Nicola Zingaretti  avrebbe due strade davanti. La piu’ difficile porta al Campidoglio. In questo senso Zingaretti potrebbe mettere a frutto l’asse coi M5s realizzato alla Regione Lazio. Chi propende per questa tesi, fa notare la singolare coincidenza tra la scelta del segretario dem (formalmente Zingaretti e’ ancora alla guida del Pd) e il decreto che posticipa ad ottobre la data delle elezioni. La seconda strada riporta invece dal Pd al Pd. Le dimissioni, come scrive lo stesso Zingaretti e come e’ previsto dallo statuto dem, devono essere ratificate dall’Assemblea nazionale del 13 e 14 marzo. E Zingaretti in assemblea avrebbe la maggioranza anche senza la convergenza di Base riformista, l’area di Lotti e Guerini. Cosa farebbe se l’assemblea respingesse le sue dimissioni? In rete, sotto il post in cui lui le annuncia, sono decine i post che lo invitano a tornare sui suoi passi e auspicano che l’assemblea nazionale non le recepisca.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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