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Oggi l’Italia commemora le vittime del Covid, Draghi a Bergamo

In tutto il paese bandiere a mezz’asta. Il 18 marzo di un anno fa le immagini dei camion dell’esercito che portavano via le bare dal capoluogo orobico

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di Redazione | 2021-03-18 18/03/2021 ore 11:00

Oggi è la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime della epidemia di Covid-19. Draghi sarà stamani a Bergamo: alle 11 la deposizione di una corona di fiori al Cimitero monumentale, poi l’inaugurazione del Bosco della memoria.

Ieri è stato approvato all’unanimità dalla commissione Affari costituzionali del Senato il disegno di legge che istituisce la giornata che verrà celebrata ogni anno il 18 marzo. La ricorrenza è stata fissata proprio nella data in cui, esattamente un anno fa, i mezzi militari della Difesa furono impiegati a Bergamo per il trasporto delle bare delle vittime del Covid.

Oggi, per onorare la memoria di tutte le vittime di coronavirus, la presidenza del Consiglio dei ministri ha poi disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici. Da inizio pandemia si contano in Italia 103.001 vittime.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, in un videomessaggio per commemorare le vittime ricorda come “ci sono immagini che il nostro Paese non dimenticherà mai e che lo hanno segnato profondamente. Come quelle del 18 marzo dello scorso anno: i camion dell’esercito che a Bergamo trasportavano le bare dei morti verso i luoghi di sepoltura. Una dolorosa sequenza che restituiva in tutta la sua drammaticità la gravità dell’emergenza sanitaria”.

“Quella data – prosegue Fico – è stata scelta per la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. Oltre centomila persone hanno perso la vita in Italia a causa del virus. Dietro questo numero ci sono le storie di intere famiglie devastate dal dolore per la perdita dei propri affetti, a cui va il nostro pensiero”.

La giornata di oggi, scrive sui social l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, “ci riporta a quei giorni in cui acquistammo tutti la piena consapevolezza che la salute dei nostri cittadini, anche dei più anziani e vulnerabili, sarebbe stato il valore supremo da difendere, la cifra della nostra civiltà. Fu allora che ci persuademmo che i sacrifici personali, grandi o piccoli che sarebbero stati, la solidarietà collettiva, la responsabilità condivisa sarebbero stati i nostri imperativi categorici”.

 

 

 

 

 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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