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Caso Orlandi. Vicino alla Nunziatura viveva un uomo della Magliana

La sorella di Mirella Gregori: “Anche noi abitavamo a pochi metri”. Intanto, attese la prossima settimana le analisi del Dna sulla ossa ritrovate

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di Redazione | 2018-11-2 2/11/2018 ore 11:14

Mirella Gregori

A pochi metri dalla Nunziatura apostolica – dove sono state ritrovate le ossa su cui ora indaga la Procura di Roma – ha abitato tra il 1983 (anno della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori) e il 1985 Giuseppe Scimone, uomo in contatto con la banda della Magliana.

In base al racconto di Sabrina Minardi – amante di Enrico De Pedis, detto ‘Renatino’ – Scimone (morto 12 anni fa) ebbe un ruolo operativo nel presunto sequestro della Orlandi anche se poi le verifiche dei pm di piazzale Clodio non portarono a nulla di concreto. 

In passato gli inquirenti, in effetti, effettuarono una serie di verifiche in quel quadrilatero di strade comprese tra Porta Pia, via Nomentana, via Salaria e, appunto, via Po. E nel 2009 la Squadra mobile accertò che proprio in via Po, al civico 25 (a pochi metri dalla Nunziatura) ha vissuto, tra il 1983 e il 1985, Giuseppe Scimone.

Ma non solo, risulta che anche la famiglia di Mirella Gregori viveva nelle vicinanze. “E’ incredibile – ha dichiarato la sorella di Mirella, Maria Antonietta –  pensare che nel 1983 abitavamo proprio lì, a dieci minuti a piedi da via Po e dalla Nunziatura”. 

A poca distanza da quella strada elegante fatta di palazzi novecenteschi, vivevano i Gregori, esattamente in via Volturno, dove avevano anche un bar. E proprio lì che della 15enne, il 7 maggio di 35 anni fa, si persero le tracce. 

“Andò ad un appuntamento nella zona di Porta Pia e in particolare dove si trova il monumento al Bersagliere – ricorda la sorella – in linea d’aria poche centinaia di metri da via Po”. Mirella, intorno alle ore 15, dopo avere preso accordi con un tal Sandro che l’aveva chiamata al citofono, salutò la madre, uscì di casa scomparendo per sempre. 

Su cosa avvenne dopo il mistero è fitto. Alcune piste investigative, sia all’epoca dei fatti che più recenti legate alle rivelazioni, poi risultate false, di Marco Accetti, portarono ad un appartamento di via Santa Teresa, a pochi metri da Corso Italia, stesso quadrante di via Po, dove la Gregori avrebbe pernottato nei giorni successivi alla scomparsa. Si tratta però di ipotesi su cui i magistrati non hanno trovato alcuna conferma.

Gli accertamenti sui resti ritrovati sotto il pavimento nella casa del custode della Nunziatura Apostolica. 

Le verifiche, molto complicate, perché il materiale da analizzare è in parte deteriorato, saranno completamente affidate alla polizia scientifica. 

Una volta estratto il materiale genetico questo sarà comparato con quello di Emanuela Orlandi, il cui Dna è stato da tempo messo a disposizione della famiglia agli investigatori. Stessa cosa per il Dna di Mirella Gregori che la famiglia fornì ai tempi della vicenda di Sant’Apollinare. 

Oltre alle perizie la Procura di Roma valuterà se ascoltare i testimoni del ritrovamento – i quattro operai che stavano lavorando al pavimento sotto il quale si trovavano le ossa – che sono stati già sentiti dalla Squadra Mobile.

Il punto in cui le ossa sono state ritrovate, sotto il massetto (lo strato di materiale edilizio che permette la messa in posa del pavimento), potrebbe far pensare a scheletri non di vecchissima data, anche se questa risposta si avrà solo dalle perizie. 

Le indagini dovranno quindi accertare a quanti e quali lavori di ristrutturazione è stata soggetta la dependance della Nunziatura in questi ultimi decenni e si potrebbe anche tentare di ricostruire l’elenco delle varie ditte per convocarle in Procura. Allo stesso tempo, si sta cercando di capire chi ha vissuto nella dependance riservata ai custodi negli ultimi anni.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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