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Don Sardelli, il mondo dei poveri lo ricorda

Il sacerdote 50 anni fa cercò di riscattare i poveri dell’Acquedotto Felice, e fu un precursore dei tempi

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di Alg | 2019-02-20 20/02/2019 ore 9:40

Don Sardelli

Don Sardelli, il sacerdote degli ultimi morto ieri, è stato un precursore. Ha capito, 50 anni fa, che il tema della casa e della lotta alla povertà erano prioritarie per Roma. 

A quell’epoca il problema riguardava soprattutto le famiglie che dal Sud d’Italia arrivavano nella Capitale, nel tentativo di trovare un modo per sbarcare il lunario. La zona dell’Acquedotto Felice al Tuscolano divenne il posto ideale dove creare una baraccopoli.  Oggi, la questione riguarda tanti immigrati ma anche tante famiglie di italiani, di romani, che sono cadute in povertà.

A Roma le famiglie senza un lavoro sono non meno di 100 mila, ce lo dice l’ultimo rapporto Caritas.  In un anno la Caritas di Roma ha dato ascolto a 21.149 persone bisognose nei suoi 3 centri d’ascolto diocesani, 145 centri d’ascolto parrocchiali e 50 centri. Nella capitale aumentano le diseguaglianze: si va dai 40.530 euro l’anno di reddito medio nel II Municipio ai 17.053 del VI Municipio. 146.941 anziani over 65 non raggiungono gli 11.000 euro. Un quarto dei giovani romani sono disoccupati, il 51,6% vive con lavori atipici. 

E con la povertà emerge anche il tema della casa. Ad oggi sono circa una settantina le occupazioni sul territorio comunale, i senzatetto sarebbero non meno di 7 mila ma secondo altre fonti il loro numero arriverebbe a sfiorare i 14 mila.

Insomma, una vita dedicata agli ultimi, soprattutto ai più piccoli, tanto che don Sardelli è passato alla storia anche per aver aperto una scuola per bimbi disagiati nella zona dell’Acquedotto Felice. Il presidente delle Biblioteche di Roma Paolo Fallai ricorda che “nella scuola con i ragazzi, elaboro’ disegni, scritti e manoscritti, lettere e discussioni, i cui argomenti scelti dai ragazzi stessi confluirono sul quindicinale Scuola 725, battuto a macchina, ciclostilato e distribuito sul territorio dai giovani. I suoi tanti scritti che dagli anni ’70 si concentrarono sulla denuncia del consumismo, l’intolleranza per il diverso e i piu’ deboli, insieme al film documentario ‘Non tacere’ e alla raccolta dei quindicinali sono oggetto di un Fondo storico donato alla Biblioteca Raffaello nel VII Municipio. La biblioteca, attualmente in ristrutturazione per un ampliamento dei locali, riaprira’ a marzo dedicando un’esposizione a Don Sardelli per il suo impegno etico, morale e civile in questo territorio”. 

 

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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