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Papa prega per Roma: che tutti possano vivere con dignità

Raggi, grazie al Papa, ripartire in segno dignità e lavoro

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di Redazione | 2020-06-29 29/06/2020 ore 17:28

Papa francesco

“Rivolgo prima di tutto il mio saluto a tutti i romani e a quanti vivono in questa città, nella festa dei santi Patroni, gli Apostoli Pietro e Paolo. Per loro intercessione, prego che a Roma ogni persona possa vivere con dignità e possa incontrare la lieta testimonianza del Vangelo”. Così Papa Francesco, al termine dell’Angelus in piazza San Pietro in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Parlando della figura di Pietro, il Papa sottolinea: “La cosa più importante della vita è fare della vita un dono. E questo vale per tutti: per i genitori verso i figli e per i figli verso i genitori anziani. E qui mi vengono in mente tanti anziani, che sono lasciati soli dalla famiglia, come – mi permetto di dire – come se fossero materiale di scarto. E questo è un dramma dei nostri tempi: la solitudine degli anziani. La vita dei figli e dei nipoti non si fa dono per gli anziani. Farci dono per chi è sposato e per chi è consacrato; vale ovunque, a casa e al lavoro, e verso chiunque abbiamo vicino. Dio desidera farci crescere nel dono: solo così diventiamo grandi. Noi cresciamo se ci doniamo agli altri. Guardiamo a san Pietro: non è diventato un eroe per essere stato liberato dal carcere, ma per aver dato la vita qui. Il suo dono ha trasformato un luogo di esecuzioni nel bel luogo di speranza in cui ci troviamo”.

“Celebrando la solennità di San Pietro e San Paolo, vorrei ricordare i tanti martiri che sono stati decapitati, bruciati vivi e uccisi, specialmente al tempo dell’imperatore Nerone, proprio su questa terra nella quale voi vi trovate ora. Questa è terra insanguinata dai nostri fratelli cristiani – aggiunge poi il pontefice – Domani celebreremo la loro commemorazione”.

Durante l’omelia della messa mattutina, invece, Francesco ha spiegato che “oggi abbiamo bisogno di profezia, ma di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile. Non servono manifestazioni miracolose. A me fa dolore quando sento proclamare: ‘Vogliamo una Chiesa profetica’. Bene. Cosa fai, perché la Chiesa sia profetica? Servono vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio”. “Abbiamo bisogno di pastori che offrono la vita – continua Francesco – di innamorati di Dio. Così Pietro e Paolo hanno annunciato Gesù, da innamorati”. Analizzando le due figure, il Papa ha sottolineato l’importanza dell’unità della Chiesa: “Celebriamo insieme due figure molto diverse: Pietro era un pescatore che passava le giornate tra i remi e le reti, Paolo un colto fariseo che insegnava nelle sinagoghe. Quando andarono in missione, Pietro si rivolse ai giudei, Paolo ai pagani. E quando le loro strade si incrociarono, discussero in modo animato, come Paolo non si vergogna di raccontare in una lettera. Erano insomma due persone tra le più differenti, ma si sentivano fratelli, come in una famiglia unita, dove spesso si discute ma sempre ci si ama. Però la familiarità che li legava non veniva da inclinazioni naturali, ma dal Signore. Egli non ci ha comandato di piacerci, ma di amarci. È Lui che ci unisce, senza uniformarci. Ci unisce nelle differenze”.

“Ringrazio Papa Francesco per l’affettuoso abbraccio inviato alla citta’ in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo. Roma si unisce al suo messaggio di speranza, per ripartire nel segno della dignita’ e del lavoro”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

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tagslavoro, Papa, raggi

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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