Punti di vista contrapposti sul futuro della metro ‘verde’. OQ: si puntava il dito anche contro la fermata Colosseo della Metro C, oggi tra le migliori stazioni in Europa
La polemica è una di quelle interessanti e costruttive, lontane dal becerume e dalle strumentalizzazioni. Parliamo dell’aspro dibattito sorto qualche giorno fa sul tema caldo della Metro C e della sua prosecuzione verso Farnesina. Una tratta – quella T2 – che a fine giugno 2025 ha ricevuto il via alla progettazione definitiva e che vedrebbe la realizzazione di quattro nuove stazioni oltre Piazza Venezia: Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano e Clodio, 4 fermate lungo 4 km di tracciato, di cui 2 archeostazioni.
A suscitare le polemiche non è la prosecuzione tout court della Metro C ma la realizzazione della stazione più addentrata nel Centro Storico, ovvero Chiesa Nuova. Con sei livelli interrati per una profondità di oltre 40 metri, la nuova stazione lambirebbe Corso Vittorio Emanuele II in prossimità della Chiesa di Santa Maria in Vallicella e dell’Oratorio dei Filippini.
Qualche giorno fa, per l’appunto, le associazioni Italia Nostra, Assoutenti, TrasportiAmo e UTP hanno sganciato una piccola bomba mediatica che è deflagrata e ha fatto molto rumore, soprattutto tra blogger, addetti ai lavori e realtà che si occupano quotidianamente del trasporto pubblico capitolino. In estrema sintesi, le quattro associazioni propongono di rinunciare alla fermata Chiesa Nuova in quanto eccessivamente impattante da un punto di vista economico, archeologico e monumentale. Sarebbe meglio, dicono, potenziare la TVA creando una tratta prioritaria tra Venezia e Risorgimento destinando il malloppo risparmiato verso il potenziamento della linea tranviaria.
La risposta più dura al comunicato è arrivata dai blogger di Odissea Quotidiana, da anni alfieri della prosecuzione (senza se e senza ma) del progetto-Metro C.
Secondo OQ, è incoerente contestare la realizzazione di una linea sotterranea proprio appellandosi alla necessità di potenziare la mobilità collettiva. Una posizione del genere non sarebbe un inedito perché anni fa Italia Nostra figurava tra i soggetti più attivi nel sostenere l’eliminazione della fermata Colosseo della linea C, avanzando argomentazioni non molto diverse da quelle attuali. Eppure, spiega Odissea Quotidiana, proprio quella stazione viene oggi annoverata tra le più affascinanti del continente, testimonianza concreta della possibilità di integrare mobilità urbana e tutela dei beni culturali. La futura fermata Chiesa Nuova si configura, viceversa, come uno snodo essenziale per mettere in relazione il cuore antico della città con altri quartieri, contribuendo ad alleggerire la pressione delle auto private e garantendo ai residenti una soluzione efficiente e diffusa per gli spostamenti di ogni giorno.
La polemica, seppur utile per un confronto franco e qualificato sul tema del tpl ‘su ferro’, pare tuttavia essere spenta dalla stessa amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, intenzionata a non ascoltare ragioni sul ‘niet’ a Chiesa Nuova. Un ‘no’ che metterebbe a rischio i finanziamenti governativi per la parte restante della Metro C. Insomma, meglio evitare.