Due sfide ed un unico obiettivo: ridurre il numero di veicoli dalle strade del Centro Storico. Ecco le mosse del Campidoglio e le possibili insidie
È in arrivo una piccola rivoluzione per la mobilità ‘privata’ della Capitale. Un terremoto, per chi rischia di perdere gratuità o diritti acquisiti; una manna dal cielo, per coloro che concordano con la necessità di decongestionare le strade di Roma dalle automobili, soprattutto se il congestionamento deriva anche da gratuità poco condivisibili o da permessi facili.
Ma andiamo per gradi.
Negli ultimi anni a Roma c’è stato un boom delle auto elettriche, passate dalle 21mila del 2021 alle 75mila del 2025. Un aumento vertiginoso che ha spinto l’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri a correggere la rotta e a porre rimedi urgenti. La soluzione scelta dalla giunta capitolina è stata quella di colpire i possessori di auto elettriche: stop alla circolazione senza limitazioni nella ZTL del Centro Storico a meno che non si paghi un permesso annuo di 1000 euro. In standby, invece, la misura sul pagamento delle strisce blu per le auto “mild hybrid”, che a Roma sono 170mila. Da quanto trapela dal Campidoglio, ci sarebbe bisogno di ulteriori approfondimenti perché l’attuale Codice della Strada non prevede una distinzione tra “full hybrid” e “mild hybrid” e la giunta vorrebbe emanare un provvedimento che non dia adito a ricorsi.
Sul tema dei permessi per disabili a Roma, invece, la questione è totalmente differente. Nella Capitale, oggi, sono presenti 93.186 pass associati a 219mila targhe. Degli oltre 93mila pass, a 43.369 permessi sono associati ben tre veicoli. Un’enormità.Per questa ragione, il Comune di Roma sta correndo ai ripari imponendo ai suoi residenti due regole chiare: indicare il veicolo principale e imporre uno stop alla terza vettura associabile alla targa.Al momento sono solamente 13mila le targhe i cui titolari hanno eliminato la terza targa. Ne mancano all’appello circa 30mila. Non pochi. Poi ci sono quasi 38mila permessi con due veicoli abbinati, dei quali solo 9mila hanno indicato il veicolo principale. Non pochi neanche in questo caso.
Rispettare questi vincoli non è un capriccio dell’amministrazione capitolina ma la condizione inderogabile per accedere al sistema nazionale CUDE, una piattaforma digitale ospitata dal Portale dell’Automobilista che punta a formare un vasto database su base nazionale in cui sono indicate le persone con disabilità e le targhe a loro associabili che possono circolare liberamente nelle ZTL delle città italiane. Un sistema centralizzato con tanti pregi (non chiedere permessi preventivi ad altri comuni ed evitare multe che poi non è semplice farsi togliere) ma anche un solo, grande difetto: non è obbligatorio ma su base volontaria. Dunque Roma si sta muovendo per aderire al CUDE, ma soprattutto per decongestionare un centro con troppe auto e con nuove fermate della metro che rendono sempre più anacronistica la presenza di veicoli privati tra le stradine storiche della Capitale.